Premi Nobel

Konrad Zacarias Lorenz, zoologo ed etologo nato a Vienna nel 1903 e morto ad Altenberg nel 1989, vinse il Premio Nobel per la medicina e la fisiologia nel 1973 per gli studi sulle componenti innate del comportamento e sul fenomeno dell’imprinting nelle oche selvatiche. Nel libro-intervista Allo specchio. Autoritratto del padre dell’etologia [1], Lorenz spiega oggetto e metodo dell’etologia scientifica moderna, e dichiara di non esserne il fondatore, come di solito viene definito

Le origini dell’etologia scientifica moderna

Durante gli anni di studio di medicina, Lorenz imparò a ricostruire alberi genealogici secondo il metodo comparativo. Da questa esperienza capì che certi atteggiamenti si distribuiscono in una specie, in un genere o in una famiglia esattamente come i caratteri morfologici. Lorenz pensò di aver scoperto l’approccio comparativo al comportamento, e invece già Oskar Heinroth aveva applicato i suoi stessi metodi, mentre Charles Otis Whitman aveva pubblicato nel 1898 il primo studio di etologia comparata del comportamento. “Si dice spesso che io sono il padre dell’etologia,” dice Lorenz “ma non è vero. Il mio merito scientifico sta nell’aver scoperto Heinroth e Whitman”.

Cos’è l’etologia?

Tra i vari rami della biologia, l’etologia effettua una “ricerca comparata sul comportamento animale”. L’etologo osserva “secondo la tradizione darwiniana” i caratteristici schemi di comportamento di un animale nel suo ambiente naturale. Tutti gli atteggiamenti esterni sono funzione di una struttura interna, cioè del sistema nervoso centrale. “C’è un gran movimento interno” dice Lorenz “il quale si esplica, cinque minuti più tardi, sotto forma di comportamento evidente e osservabile”. L’organismo e il suo ambiente sono un solo sistema, che va considerato sempre come un tutto. Solo dopo un’attenta osservazione del sistema nel suo complesso, è possibile misurare, cioè verificare. A fronte di diversi modi di verificare e di sperimentare, l’etologia predilige l’“esperimento discreto”, quello cioè che cambia il minor numero possibile di parametri dell’ambiente normale, affinché le variazioni di comportamento osservabili siano riconducibili a variazioni ambientali determinate e controllate. L’etologo, dunque, osserva il comportamento dell’animale solo all’interno del suo ambiente naturale.

Il fenomeno dell’imprinting

Lorenz svelò il fenomeno dell’imprinting studiando gli esperimenti di Heinroth e Whitman. I due zoologi osservarono il comportamento sessuale di un gruppo di uccelli allevato da genitori della propria specie, e di un altro gruppo allevato da “genitori adottivi”, appartenenti a un’altra specie. I risultati mostrarono come molti animali del secondo gruppo non potevano procreare perché reagivano sessualmente solo agli esemplari della specie adottiva. Lorenz osservò lo stesso fenomeno in una cornacchia allevata da lui, che poi risultò attratta sessualmente dagli esseri umani, e ne dedusse le caratteristiche dell’imprinting: (1) fissazione irreversibile di uno schema comportamentale innato (2) nei confronti di oggetti specifici (3) durante una breve fase dello sviluppo (4) degli individui di alcune specie. L’imprinting tipico è quello sessuale.

[1] LORENZ Konrad, Allo specchio. Autoritratto del padre dell’etologia, Armando, Roma 2005. Titolo originale: Konrad Lorenz. The man and his Ideas, by Richard I. Evans, 1975
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