Rifiuti e società; un problema non risolto

copertina rifiuti

Presentato ieri nella sala congressi della sede centrale del Cnr di Roma il libro di Gabriella Corona e Daniele Fortini, ‘Rifiuti una questione non risolta’. Al centro dell’indagine le cause delle emergenze rifiuti che si sono registrate negli ultimi anni.

di Marco Caffarello

 

 

Sembra fatto apposta, ma nello stesso giorno in cui l’area della ex cava tufacea, la cava Monti, ubicata tra i territori di Maddaloni e San Marco Evangelista, area nel bel mezzo della famigerata Terra dei Fuochi, è stata posta sotto sequestro dai Carabinieri e dal Corpo forestale dello Stato per il ritrovamento di rifiuti tossici contenenti manganese, pirite, piombo, arsenico, percolato, sostanze rinvenute in concentrazioni superiori alle norme anche nella falda acquifera che proprio sotto a quei terreni scorre, al punto che si inizia già a parlare di disastro ambientale procurato e di inquinamento delle acque, una contaminazione definita “molto preoccupante” infatti dagli inquirenti, fatto per il quale sono stati inscritti nel registro degli indagati tre imprenditori di cui due del Napoletano con precedenti specifici in reati ambientali, nell’aula Marconi della sede centrale del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) di Roma veniva presentato il libro ‘Rifiuti, una questione non risolta‘, edito da XL Edizioni.

A dire il vero non si tratta proprio di una ‘prima assoluta; il libro scritto da Gabriella Corona, ricercatrice dell’Istituto di studi sulle società del mediterraneo del Cnr di Napoli in collaborazione con Daniele Fortini, presidente di Federambiente e di Ama S.p.A, ha visto infatti la sua prima pubblicazione già nel 2011, ma vien da sé che alla luce della cronaca dei disastri che l’emergenza Terra dei Fuochi sta procurando in Campania, senza dimenticarci poi dell’emergenza rifiuti che ha colpito la città di Napoli a cavallo tra il 2011 e il 2012, realtà questa ancora non pienamente risolta e a ben vedere investe in pieno anche la Capitale, che un aggiornamento delle analisi e delle soluzioni del primo lavoro si richiedeva di fatto.

Attraverso infatti il lavoro dei due autori, che hanno preso in esame eventi realmente accaduti alla città partenopea e all’intera regione campana tra il 2007 e il 2008, è possibile infatti risalire alle cause che sono all’origine di una vergogna tutt’altro che localizzata, come quella della gestione dei rifiuti, e a conti fatti non manca mai lo zampino della mala amministrazione.

Sì, perchè se c’è una causa prima dell’emergenza rifiuti di oggi questa deve essere ritrovata, spiegano gli autori, nella cattiva gestione delle gare d’appalto per lo smaltimento, gare nelle quali la governance conta poco o niente, delega competenze ai vincitori cosicché poi questi siano liberi di stoccare milioni di tonnellate di rifiuti, solo parzialmente trattati o per niente proprio, in giro per i territori, trasformando in tal modo un costo per la collettività in un beneficio per un solo privato.

A partire da ciò gli orrori della Terra dei Fuochi di cui non è ben chiaro neppure la quantità dei rifiuti squisitamente tossici, le cd. ecobolle, che nella terra sono nascosti, si stima per difetto circa 6 milioni di tonnellate.

E la volontà di arrivare al Commissariamento delle regioni coinvolte nell’emergenza, è ciò che manifesta agli occhi degli autori l’incapacità cronica della classe dirigente di saper prendere delle decisioni, l’alibi perfetto, lo definiscono infatti gli autori, un’escamotage utile solo per chi le decisioni le deve prendere.

Insomma, alla luce di quanto detto abbassare la guardia, ritenere che l’emergenza rifiuti sia alle spalle, sarebbe un errore imperdonabile: “L’emergenza rifiuti a Napoli, tutt’altro che conclusa, deve essere un’esperienza utile da cui attingere per non ripetere errori e storture che nel nostro Paese hanno spesso generato politiche emergenziali anziché soluzioni strutturali”, afferma ieri Gabriella Corona difronte al pubblico dell’aula congressi del Cnr, che poi ha aggiunto Il ciclico susseguirsi di emergenze non episodiche, ma riconducibili ad una cronica fragilità nazionale, derivata dalla carenza di impianti e dall’inadeguatezza delle politiche industriali per lo smaltimento e la valorizzazione, sta a dimostrarlo”.

Sulla stessa linea l’intervento del presidente dell’Ama Daniele Fortini, che riferendosi in particolare alla realtà di Roma ha così riferito:” In questo quadro, la situazione per la gestione del ciclo dei rifiuti nella città di Roma, con le sue analogie e le sue specificità, mostra le vulnerabilità di un sistema ma pone anche una sfida considerevole da vincere per indicare una strada finalmente virtuosa e sostenibile dal punto di vista economico e ambientale”

La nuova sfida di cui parla Fortini è quindi la raccolta differenziata, i cui vantaggi sia in termini di tutela ambientale sia in quelli di risparmio dei costi per lo smaltimento sono evidenti, una sfida che la Capitale, tra mille polemiche e contraddizioni, sembra avere accolto grazie anche alla distribuzione nei territori di appositi secchioni e cestini utili ai cittadini per la differenziazione dei rifiuti:”Nella Capitale, infatti, sia la chiusura di Malagrotta, che per 30 anni è stata la discarica ‘storica’ dei rifiuti romani, sia il progressivo aumento della raccolta differenziata, arrivata alla soglia del 40%, si pongono come fondamentali fattori di discontinuità e rottura rispetto al passato. Da tutto ciò possono e devono finalmente scaturire nuovi scenari che facciano da base a scelte importanti e decisive per il futuro”.

 

http://www.ilnotiziariofilosofico.it/2014/05/rifiuti-e-societa-un-problema-non-risolto.html

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...