Dramma Antartide; l’area occidentale è al collasso

antartide

 

 

Ricerche indipendenti della NASA e di Università americane confermano il punto di non ritorno nello scioglimento dei ghiacci dell’area occidentale dell’Antartide.

di Marco Caffarello

Count down allo scioglimento dei ghiacci dell’area occidentale del continente Antartico, è quanto viene affermato dall’edizione scientifica del New York Times di lunedì 12 maggio. Stando infatti ai risultati di due ricerche in loco di ricercatori dell‘Università di Washington e della NASA in collaborazione con l‘università della California ad Irvine, pubblicato sulla rivista internazionale Science, il processo di scioglimento dei ghiacci dell’area occidentale dell’Antartico, in termine tecnico il cd. Wais, Western Antarctic Ice Sheet, ha già superato il punto di irreversibilità e la conseguente frantumazione dei ghiacci sembra ormai inarrestabile; l’area occidentale del Polo Sud sta infatti andando letteralmente in mille pezzi, un fenomeno che fatalmente si ripercuoterà nell’innalzamento del mare.

L’innalzamento degli oceani, spiegano infatti i ricercatori, è probabile che nell’immediato continui ad essere relativamente lento e così per il resto del XXI secolo, ma in un futuro neanche troppo lontano non è da escludere che il processo di scioglimento dei ghiacci possa accelerare notevolmente, un’eventualità che se fosse confermata getterà l’umanità in una crisi sociale inimmaginabile.
Questo volta sta accadendo davvero”, spiega ai lettori del New York Times Thomas P. Wagner, responsabile della gestione del programma della NASA, “Non c’è più niente da fare ora”.

La drammaticità delle parole del ricercatore è suffragata infatti dal medesimo risultato a cui sono giunte le due ricerche, che hanno focalizzato l’attenzione in una specifica area del continente antartico, ovvero la costa di Amusden: entrambe hanno infatti rivelato lo stato di depressione dello strato di ghiaccio, tale, spiegano gli scienziati, da formare una sorta di scodella nel terreno con la base del ghiaccio sotto il livello del mare.

Se è possibile dai rilevamenti satellitari il responso è ancora più severo: un team guidato da Eric Rignot, glaciologo per l’Università della California, utilizzando immagini satellitari e relative misurazioni, conferma impietosamente il ritiro negli ultimi decenni di sei ghiacciai drenanti nella regione del Mare di Amundsen, e stando alla mappatura aggiornata del terreno sotto la coltre di ghiaccio, il team è stato in grado di escludere la presenza di montagne o colline abbastanza significative in grado di frenarne il ritiro . “Oggi vi annunciamo con l’evidenza dei documenti in nostro possesso che un ampio settore della calotta di ghiaccio dell’Antartide occidentale si sta ritirando in modo irreversibile “, sentenzia Rignot durante la conferenza stampa convocata dalla NASA,”E’ stato superato il punto di non ritorno.”

Solo lo scioglimento di questi sei ghiacciai, stando allo studio del team, potrebbe generare l’innalzamento del livello delle acque degli Oceani pari a quattro piedi, poco meno di un metro, una quantità d’acqua di per sé insostenibile per piccole isole e città che sul mare si affacciano.

Naturalmente alla base dello scioglimento dei ghiacci il riscaldamento climatico, sebbene, spiegano i ricercatori, da un punto di vista squisitamente scientifico lo scioglimento dei ghiacci dell’area occidentale del Polo Sud non è da attribuire direttamente all’innalzamento della temperatura, ma piuttosto perché la massa d’acqua relativamente calda che si trova nelle profondità dell’oceano viene attratta in superficie dall’intensificazione registrata negli ultimi decenni dei venti che soffiano in Antartide. Spiegare le cause dell’intensificazione dei venti antartici la scienza non è in grado ancora di farlo, certo è che il buco dell’Ozono che si trova proprio sopra l’area interessata giocoforza ha un ruolo nell’aumento della loro potenza.

Il livello del mare a livello globale è in costante aumento dal XIX secolo, ma l’Antartide finora è stato solo un piccolo fattore. Certo è che la simultanea fusione della Groenlandia (e a questo relativamente l’estinzione delle specie animali tra cui l’orso polare) e del Polo Sud naturalmente moltiplicherà gli effetti e le conseguenze che ad un tale fenomeno si associano.

Un comitato scientifico dell’ONU e un gruppo intergovernativo di esperti, ha recentemente avvertito che se il trend non dovesse arrestarsi, considerando già l’irreversibilità dei processi fin qui iniziati, il livello globale dei mari potrebbe salire fino a tre metri da quì alla fine di questo secolo, e naturalmente ipotizzare cosa potrà accadere in un ulteriore avvenire ha solo un valore congetturale.

http://www.ilnotiziariofilosofico.it/2014/05/dramma-antartide-l-area-occidentale-e-al-collasso.html

http://www.nytimes.com/2014/05/13/science/earth/collapse-of-parts-of-west-antarctica-ice-sheet-has-begun-scientists-say.html?hp

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