Il venditore di medicine, film scandalo delle Lobby del Farmaco

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 Esce in questi giorni l’ultimo film di Antonio Morabito, il venditore di medicine, pellicola che mette al centro ‘il marcio del mondo dei farmaci

di Marco Caffarello

Sta uscendo proprio in questi ultimi giorni nelle sale cinematografiche l’ultima pellicola del giovane regista Antonio Morabito, Il venditore di medicine, un film che alla luce degli ultimi scandali che hanno investiti le grandi cade farmaceutiche, vedi il caso Novartis e della Roche, promette sin da ora di far parlare molto di sé, e probabilmente di sbancare anche al botteghino.

Il film racconta infatti la storia vera di un rappresentante o informatore farmaceutico di nome Bruno, interpretato da Claudio Santamaria, che nelle sue attività non si faceva scrupolo di manipolare  dati farmaceutici e corrompere la classe medica, magari ricorrendo anche all’uso di tangenti e di regalie, al fine di piazzare nel mercato quelle che un domani saranno le medicine prescritte ai pazienti. Si tratta dunque di un attacco diretto alle Lobby dei farmaci, troppo spesso infatti nella cronaca giudiziaria, tant’è lo stesso Marco Travaglio, anche lui tra i protagonisti del film nei panni di un medico primario corrotto( cosa discutibile per la verità, non fosse per la presenza di attori che lo fanno già di mestiere), lo definisce il film sul marcio del mondo del farmaco.

E ha ragione Travaglio, gli sceneggiatori infatti per ricostruire la storia hanno utilizzato i racconti in prima persona di un vero informatore farmaceutico, da cui poi sono risaliti allo stretto intreccio di interessi tra case farmaceutiche e parte della classe medica. Il regista era infatti partito da uno spunto autobiografico, da una malattia che aveva riguardato suo padre, che per curarsi ha avuto bisogno di uno specifico farmaco non ancora in commercio in Italia. Da qui Morabito entra così in contatto con la realtà dell’intermediazione tra gli informatori e i medici.

Tant’è il film ha faticato non poco per uscire nelle sale, molti sono stati gli episodi di ostracismo registrati durante le riprese, come ad esempio uno strano ripensamento dell’Ospedale di Bari che nonostante avesse raggiunto un accordo di tre giorni con la troupe per effettuare le riprese, ha ritirato senza alcuna ragione l’autorizzazione a procedere un minuto prima dell’inizio.

E a ben vedere, si può dire; il film infatti arriva come una ciliegia sulla torta dopo una serie innumerevole di scandali che hanno riguardato indistintamente le più importanti aziende del farmaco del mondo. Solo a marzo, ricorderete, l’Antitrust ha condannato la Roche e Novartis alla sanzione pecuniaria di 182 milioni di euro per aver messo posto, come recita il testo originale della sentenza, “una complessa strategia collusiva, volta a ingenerare tra i medici curanti e più in generale il pubblico timori sulla sicurezza.” Oggetto dello scandalo due medicinali oftalmici praticamente speculari, Lucentis della Novartis ed Avastin della Roche, che sebbene identici venivano presentati al pubblico e alla classe medica come diversi, il primo più costoso, fino a 800 euro a scatola, adatto alle cure oftalmiche, il secondo naturalmente molto meno caro per il principio attivo utilizzato, del tutto inadatto a curare patologie oculari. Non fosse che le due aziende svizzere condividono poi rapporti economici e di convenienza strettissimi, si parla di lobby infatti, che di fatto si intrecciano indissolubilmente, rapporti che sono emersi in seguito agli accertamenti degli inquirenti durante le fasi dello scandalo.

Non bastasse la Roche è coinvolta anche in un altro caso riguardante il noto l’antinfluenzale Tamiflu, di cui, nonostante i richiami delle autorità del calibro dell’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) a consegnare le prove documentali che ne confermassero l’efficacia, dopo che fu messa in un dubbio dalla denuncia di un medico pediatra giapponese nel 2009, non ha mai mai mostrato uno straccio di una prova, tant’è c’è chi sospetta che i documenti dei test da laboratorio non esistano affatto, e da questo giochetto, di cui non si sa nulla, la Roche ricava poi la bellezza di 14 miliardi di euro l’anno. Data la portata dello scandalo, il caso Tamiflu entrerà ora nella Camera inglese. Per non parlare poi dei vaccini esavalanti, come l’Hexavac della Sanofi Pasteur MSD, caduto nel giro delle inchieste, come conferma l’interrogazione parlamentare del 24 gennaio sollevata dal M5S, per il rilevamento di elementi tossici e contaminazione batterica. Nonostante questo, il vaccino è stato ritirato in 19 Paesi europei ma non in Italia, Paese che a conti fatti si presta a fare da patria ad un altro medicinale ritirato dal mercato di tutto il mondo, il noto antidolorifico della Roche, sempre lei, Aulin a base di nimesulide.

In conclusione, mercoledì cinema.

 

http://www.ilnotiziariofilosofico.it/2014/04/esce-nelle-sale-il-film-scandalo-delle-lobby-del-farmaco.html

 

 

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