Uno studio afferma:” La medicina omeopatica è solo un bluff”

omeopatia

Una ricerca australiana spazza via ogni ombra di dubbio sull’efficacia della medicina omeopatica: la sua validità non è infatti superiore a quella dell’effetto Placebo.

 di Marco Caffarello

C’è chi ha fatto della medicina omeopatica una ragione di vita, scelte certamente condivisibili almeno nei termini della personale lotta alle cure terapeutiche tradizionali, troppo spesso aggressive, peccato che da un punto vista scientifico questo approccio medico non abbia alcun riscontro.

E’ ciò che infatti afferma Evana Ho, portavoce del National Health and Medical Research Council (Nhrmc), il più importante istituto australiano per la salute e la ricerca, che difronte alla stampa ha così affermato:”Il nostro studio si basa sull’analisi di una corposa serie di studi, 57 in tutto, che confrontano le terapie omeopatiche con quelle non omeopatiche, e ne misurano l’efficacia in pazienti affetti da un totale di 61 malattie. Basandoci sui dati raccolti, non abbiamo riscontrato alcuna malattia per la quale ci fossero prove credibili dell’efficacia dei rimedi omeopatici.”

Già, ma innanzitutto cos’è la medicina omeopatica? Per rispondere si prenda l’interpretazione che ne dà Giampiero Ciccocosto, Omeopata e Patologo clinico, Dirigente medico di Patologia Clinica presso l’ospedale M.G.Vannini di Roma, che in suo blog così scrive:” in senso stretto omeopatia significa patologia uguale; questo perché cura con rimedi molto diluiti le malattie i cui sintomi corrispondono a quelli provocati dal rimedio stesso non diluito ma somministrato in dosi più grandi.”

L’approccio del medico omeopata alla patologia che vuole guarire non guarda infatti alla malattia come un nemico esterno del corpo, ma come una reazione o sforzo endogeno dell’organismo a risolvere da sé i propri malanni; la cura del medico omeopata si basa infatti su ciò che Samuel Hahnemann, l’ideologo del XVIII secolo della medicina omeopatica, ha definito ‘principio di similitudine del farmaco’, per cui anche il trattamento che il medico dovrà prescrivere dovrà essere in sé corrispondente ai sintomi presentati dal paziente, come a dire se mi voglio curare da un raffreddore allora il medico mi prescriverà un principio omeopatico tale che in un corpo sano si manifesterebbe con la sintomatologia del raffreddore, un approccio che, per chi ne è sottoposto, non lascia infatti alcuna traccia né controindicazione, a ben vedere la vera ragione per la quale la medicina omeopatica è paradossalmente apprezzata. E’ un metodo di cura che viene infatti utilizzato anche nella medicina veterinaria e nei bambini molto piccoli, nonché nell’agricoltura biologica.

Si tratta, quindi, di un approccio medico diverso filosoficamente alla medicina tradizionale, la cd. medicina allopatica, che da un punto di vista scientifico, e quindi in termini di efficacia, non ha mai dato infatti pienamente alcuna garanzia.

Ebbene, lo studio australiano spazza via ogni ombra residuale di dubbio, l’efficacia terapeutica della medicina omeopatica è pari allo Zero, il suo presupposto è solo una condizione psicologica, quella dell’effetto Placebo:Nessuno studio di buona qualità e basato su un campione di dimensione ha dimostrato un’efficacia dell’omeopatia superiore a quella del Placebo, e tale da portare miglioramenti della salute simili a quelli di altri trattamenti”, sentenzia la portavoce dell’istituto di ricerca.

Confrontando infatti gli effetti della medicina omeopatica con quelli dei trattamenti basati sull’effetto Placebo dei pazienti su un campione di 55 patologie, tra cui il raffreddore, infezioni dell’apparato respiratorio, tonsilliti, asma, diarrea, emicranie, sindromi premestruali e dolori muscolari, l’equipe di ricerca ha dimostrato che per 13 di queste, come un raffreddore ad esempio, l’omeopatia era addirittura inferiore all’efficacia del trattamento Placebo, per 14, tra cui l’influenza, sostanzialmente speculare, mentre per le restanti 28 patologie, tra le quali l’ulcera, la medicina omeopatica ha sembrato mostrare timidamente qualche segnale di validità, ma troppo esigui da un punto di vista statistico per essere ritenuti attendibili.

L’analogia con l’effetto Placebo non risulta allo stesso modo una bocciatura per la medicina omeopatica; se è vero, infatti, che la medicina ufficiale riconosce la validità e l’efficacia dell’effetto Placebo sulla vita psicofisica dei pazienti, allora questo presupposto continua a sopravvivere nei trattamenti dell’omeopatia.

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