13 febbraio 2014; Belgio, eutanasia anche per i minori

eluana-englaro-morte-cinque-anni-300x225

Dal 13 febbraio nel Belgio di Elio Dirupo l’eutanasia è legge anche per i minori. Molti i cori di sdegno per l’iniziativa e c’è chi afferma violazioni dei Diritti per l’Infanzia. In Europa molti sono gli Stati che hanno già iniziato a legiferare intorno a temi così complessi, tutti tranne l’Italia, che a cinque anni dalla morte di Emanuela Englaro ancora non ha fatto nulla

di Marco Caffarello

Ogni qualvolta che le corde dell’Etica sono toccate, inevitabilmente la risonanza del suono arriva lontano, ben al di là degli stretti confini dello spazio in cui l’evento si è consumato. E mai come questa volta le corde sono state fatte vibrare a sì tanta profondità, tanto da chiedersi se le mani dell’esecutore non siano state persino temerarie. Solo qualche giorno fa, giovedì 13 febbraio, com’è noto a molti, la Camera dei deputati del Parlamento belga, nonostante accorati appelli da parte di associazioni nazionali ed internazionali, e nonostante il lancio di una petizione ancora in atto che chiede di rinviarne l’applicazione, ha approvato la legge sull’eutanasia anche per i minori.

La Camera del parlamento belga, nazione ultimamente a dire il vero salita agli onori della cronaca anche per le discutibili politiche dell’attuale premier Elio Dirupo, che in barba agli accordi di Schengen ha sostanzialmente chiuso le frontiere a tutti colori che non dimostrino di essere autosufficienti dal punto reddituale, ha infatti approvato la legge che discplina una dolce morte anche per un bambino con 86 voti a favore, 44 contrari e 12 astensioni. Nella sostanza da giovedì 13 febbraio 2014, beffardamente la vigilia di quella che è la festa dell’Amore per antonomasia, in Belgio è in atto una ‘rivoluzione Etica’; si potrà infatti applicare la dolce morte anche sui minori, nei casi naturalmente che questi siano affetti da patologie incurabili difronte alle quali solo la morte sembra offrire un sollievo. Nel dettaglio i requisiti e le condizioni che consentono di richiedere l’eutanasia da parte di un bambino o un ragazzo belga, prevedono che il minore sia ‘consapevole’ e cosciente,( mi chiedo infatti, come si fa a stabilire che un bambino è consapevole e cosciente) sia affetto da una malattia terminale grave e incurabile, e solo nel caso, recita la legge, che questa sia causa di sofferenze costanti ed insopportabili e che non possano essere altrimenti alleviate se non con la prospettiva di un decesso a breve, dopo consenso di entrambi i genitori e l’approvazione di uno psicologo o di uno psichiatra esterno.

Difficile esprimersi a riguardo, il rischio che si corre ovviamente investe l’immaginario stesso, il codice dei valori con i quali noi guardiamo la Vita in quanto tale, se se essa sia un mero Dato, come direbbe un esistenzialista, e perché no, anche uno scienziato, o un Dono comunque essa si presenti, così come pensa poi un poeta o un credente; rimane il fatto che da ora anche un bambino con patologie gravi ed incurabili potrà essere sottoposto alle pratiche della dolce morte. Tant’è che l’iniziativa del governo Dirupo ha suscitato da più parti nel mondo cori di vera indignazione, non sempre appartenenti poi all’area cattolica e/o religiosa, come ad esempio da parte dell’International World Congress on Pediatric Palliative Care, con sede in Canada, che non lesina a definire questa legge come una chiara violazione delle convenzioni delle Nazioni Unite sui Diritti per l’infanzia, i quali recitano puntualmente il diritto alla vita di ogni bambino del mondo, il diritto a sopravvivere e svilupparsi, il diritto ad avere protezione, servizi medici ed anche speciali, nonché trattamenti e cure riguardose per bambini disabili. Sotto questo profilo, neppure dal mondo laico l’eutanasia per i bambini è infatti contemplata. Una misura quella dell’establishment belga che anticipa persino Stati già ‘campioni’ per emancipazione, come la stessa Olanda, che per prima nel lontano aprile del 2002 applicò leggi per l’eutanasia diretta, per poi essere imitata dapprima dalla sorella-rivale di sempre, il Belgio per l’appunto, che nel settembre dello stesso anno autorizzò il suicidio assistito, e poi qualche anno più tardi, nel 2009, anche dal Lussemburgo. Il Benelux non rappresenta tuttavia la sola area dove l’eutanasia è applicata oggi nel continente; in Stati come la Svizzera il Diritto prevede infatti la cd. eutanasia attiva indiretta, ossia l’assunzione di sostanze i cui effetti avranno il potere ridurre gradualmente la durata della vita del paziente, sia l’eutanasia passiva, che prevede l’interruzione dei dispositivi meccanici e/o farmacologici che tengono in vita un paziente, sia il suicidio assistito, ossia una pratica di dolce morte che arriva per scelta volontaria del paziente per la quale sarà assistito a quel punto da un medico. Anche Francia e Regno Unito da qualche anno a questa parte hanno iniziato a legiferare intorno a temi così complessi; dal 2005 per i nostri cugini d’oltralpe è possibile infatti ricorrere alla legge Leonetti, che disciplina, in base al cd. principio delle cure palliative, la facoltà di ‘lasciar morire’ i pazienti particolarmente sofferenti e per i quali un ulteriore sforzo medico potrebbe rappresentare un accanimento. In Europa anche Svezia, Germania ed Austria hanno ormai legalizzato l’ eutanasia passiva, mentre in altri Stati come Repubblica Ceca, Ungheria, Danimarca e Spagna i pazienti hanno facoltà e il potere di rifiutarsi di proseguire le cure. Viene da ridere che in Italia come al solito nulla è mai stato fatto, nulla è mai stato legiferato intorno a temi così spinosi, ma purtroppo anche così attuali, una condizione che, se possibile, è persino peggiore dello sbagliare. Il recente caso di Manuela Englaro lo rappresenta perfettamente: domenica 9 febbraio 2014, giochi del destino, ricorreva il quinto anno della sua scomparsa, e nonostante tutti gli sforzi allora sostenuti dal padre Peppino, tanto vicino a quel tempo a sensibilizzare finalmente l’opinione pubblica sull’importanza di discutere e legiferare norme che permettano a chi soffre di alleviare il loro dolore almeno con la morte, come fu per Manuela, in realtà mai nulla è stato fatto, e su Manuela, così come sul presente, è calato il sipario.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...