L’Amore tra il cane e il suo padrone; la chiave è l’Ossitocina

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L’Ossitocina, un ormone peptico chiamato anche come ‘l’ormone dell’Amore’, data la sua influenza nei sentimenti affettivi, gioca un ruolo chiave nell’amicizia tra un uomo e il suo amico a quattro zampe. Una ricerca dimostra tuttavia che i comportamenti di un cane dipendono anche dalle variazioni genetiche di un particolare gene, il gene OXTR, ‘codificatore’ dell’ormone. Così come tra umani è osservabile un comportamento diverso per ogni uomo, anche tra cani della stessa razza  si avranno allo stesso modo approcci diversi con il mondo degli uomini.

di Marco Caffarello

Se esiste una particella da cui si può dire “da qui nasce l’Amore”, beh, allora non ci sono dubbi, questa particella esiste ed ha un nome, si chiama Ossitocina. L’Ossitocina è infatti un ormone peptico, i cui recettori si trovano principalmente nel cervello e nel sistema limbico, che diverse ricerche hanno mostrato avere un ruolo chiave nei ‘giochi di Cupido’, perchè favorisce l’attaccamento emotivo, le relazioni sociali, e alcuni sostengono che giochi un ruolo anche nella fedeltà del coniuge.

Ma a questo ormone, a ben vedere, è data anche la chiave dello speciale rapporto tra un uomo e il suo cane; precedenti esperimenti sugli animali hanno infatti dimostrato che questo neurotrasmettitore svolge un ruolo essenziale anche per le loro attività di accoppiamento, così come sembri  favorire l’attenzione delle madri nei confronti dei loro cuccioli: in sostanza l’ossitocina stimola l’empatia, l’affettività, insomma l’Amore. E se di Amore si tratta, allora non può avere né limiti, né confini; un recente studio della Family Dog Project and Comparative Ethology Research Group (MTA-ELTE), pubblicato in Italia dalla rivista Le Scienze, dimostra infatti che l’attaccamento tra l’uomo e gli animali, ed in particolare con il suo ‘miglior amico’ di sempre, il cane, ancora una volta ha come assoluto protagonista la nostra Ossitocina. In pratica gli esperimenti dimostrano che quando tra l’uomo e il suo cane si instaura un rapporto speciale, di amicizia, fatto di effusioni, di abbracci, di baci e ‘slinguazzate canine’, ebbene la concentrazione ematica dell’ormone aumenta, accrescendo in tal modo anche la ricezione da parte del cervello, stimolato per l’appunto a ‘voler bene’.

Tuttavia, non si creda ora che basta avere una buona dose di Ossitocina per risolvere ogni problema di affettività: questo neurotrasmettitore, infatti, ha la facoltà di influenzare ed accrescere lo stato emotivo dei soggetti in generale, siano essi uomini o animali, e nel panorama dei possibili sentimenti, ahimè, non sono presenti sono quelli della beatitudine, ma anche quelli dal ‘volto orribile’, quali l’invidia, la gelosia, l’aggressività.

In una ricerca del 2012 pubblicata per ‘Slate’, il giornalista Ed Young infatti così già scriveva: “l’Ossitocina promuove la fiducia e la generosità in alcune situazioni, e l’invidia e la faziosità in altre; inoltre può produrre effetti opposti in persone differenti. Una spiegazione parziale potrebbe essere che le variazioni nel gene che codifica per il recettore per l’ossitocina mediano le differenze nel comportamento sociale”. Si deduce quindi che l’Ossitocina di per sé non garantisce fiumi di affettività e neppure quantità industriali di slinguazzate da parte di un cane, ma questa deve essere sempre necessariamente associata anche alla realtà genetica di un uomo o, come in questo caso, di un amico a quattro zampe. D’altronde è empiricamente osservabile che così come tutti noi abbiamo un proprio comportamento, personale e identitario, allo stesso modo questo assoluto è vero anche per il mondo degli animali in generale, cani compresi.

Lo studio della MTA-ELTE ha identificato infatti nel gene OXTR il gene a cui è dato codificare l’affettività di un amico a quattro zampe; si tratta tuttavia di un gene polimorfico, ossia con più forme allelliche, per cui con delle varianti che ineluttabilmente avranno poi un ruolo nei diversi comportamenti dei cani. Prendendo come campione due razze canine, un pastore tedesco e un border collie, i ricercatori della MTA-ELTE, estraendone il DNA da campioni di saliva, hanno registrato infatti per il gene OXTR tre diversi polimorfismi, identificati rispettivamente con le sigle 212AG, 19131AG e rs8679684. Ebbene, i risultati del test a cui sono stati sottoposte le due diverse razze sono davvero sorprendenti: cercando, infatti, di studiare il comportamento dei cani sia con persone a loro conosciute, sia con quelle mai viste prima d’allora, ed in particolare se si avvicinavano o meno a chi non conoscevano, i ricercatori hanno dimostrato che anche tra cani della stessa razza ma con varianti diverse del gene OXTR, si avranno comportamenti del tutto differenti.

Cani anche di razza diversa che hanno nel loro codice genetico la variante 212AG, si dimostrano infatti poco propensi a frequentare noi umani, mentre gli amici a quattro zampe che possiedono nel proprio DNA le varianti 19131AG e rs8679684, sono quelli che certamente ci correranno incontro per ‘slinguazzarci’ con abbondanza, fino a non poterne di più di solito.

Questi effetti opposti suggeriscono che, oltre al gene studiato, esistono altri meccanismi genetici e cellulari, non indagati in questo studio, che potrebbero avere un ruolo nella regolazione del comportamento”, spiega Anna Kis, ricercatrice per l’Università Loránd Eötvös di Budapest, in Ungheria, che poi aggiunge, “l‘ossitocina è spesso definita un ormone ‘magico. La nostra ricerca ha dimostrato invece che fa parte di un sistema più ampio. Il risultato è particolarmente interessante se si considera il problema del ruolo dell’ossitocina nell’evoluzione del comportamento sociale”. Insomma una sorprendente scoperta che ci aiuta a capire meglio il mondo dei nostri amici a quattro zampe, così come l’Amore come tale.

http://www.lescienze.it/news/2014/02/01/news/cane_uomo_ruolo_ossitocina-1992315/

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