Schekman, Veronesi e medici generici:”La medicina ufficiale non cura”. La testimonianza di Giuseppe De Pace.

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Sono sempre più frequenti gli attacchi alla cd. medicina ufficiale. Dopo quelli di Veronesi e del Nobel per la medicina Schekman, da tempo circola sulla rete anche una denuncia di un più ‘modesto’ medico ortopedico, il dott. Giuseppe De Pace, che accusa gli ambienti universitari di essere al servizio dei grandi poteri delle case farmaceutiche del mondo. Per il medico la medicina ufficiale non solo è  non-vera, ma causa di molti altri danni per la salute, prime fra tutte la medicina oncologica e la chemioterapia.

di Marco Caffarello

Ci risiamo, verrebbe da dire. E sì, perchè probabilmente anche i più distratti avranno fatto caso che negli ultimi tempi, complice anche l’informazione mediatica sul web, gli attacchi alla cd. medicina ufficiale, quella a cui tutti noi ci sottoponiamo allorchè la salute lo richiede, magari facendo anche belle ‘scorpacciate’ di pillole e compresse, si stanno facendo sempre più frequenti, e sopratutto competenti. Solo qualche giorno fa ha suscitato un certo scalpore, e per alcuni dell’imbarazzo, le scottanti rivelazioni dell’ultimo premio Nobel per la medicina, l’americano Randy Schekman, il quale non ha avuto scrupolo di definire il mondo della comunità scientifica internazionale, comprese le più autorevoli testate di giornalismo scientifico come Nature, Cell, ec, alla stregua di una Lobby, una notizia tra l’altro riportata da tutte i giornali del mondo. A questo si aggiungano gli ormai ‘consueti’ attacchi del nostro Umberto Veronesi, più volte esposto a feroci critiche nei confronti delle case farmaceutiche e del mondo accademico delle università, responsabili a suo dire di infangare le verità e manipolare i mercati a loro vantaggio ed interesse. Ma la lista dei contestatori è davvero lunga, anzi si può ben dire che cresce di continuo, apportandovi sempre nuovi e scabrosi particolari. Schekman e Veronesi rappresentano infatti solo gli esempi più illustri e famosi, ma non tutti i professionisti godono di così tanta visibilità, senza per questo essere da meno nella professionalità e nelle competenze; anzi probabilmente le denunce che provengono dall’intimità di un piccolo studio medico sono quelle che nascondono le più grandi verità dei fatti, non fosse che rispetto ai piani ‘alti’ il rapporto medico-paziente è certamente più ricco di empatia. Molti in passato sono stati, infatti, gli scandali scientifici nati dalle denunce di medici generici, e solo qualche giorno fa è stato riportata l’ultima in ordine cronologico relativo all’antivirale de La Roche, Tamiflu, una storia ancora tutta da decifrare iniziata nel 2009 per la denuncia appunto di un pediatra giapponese. Ebbene, ultimamente sta circolando in rete, su un blog libero ed indipendente dal nome Stati Uniti del Mondo, la testimonianza di un medico ortopedico italiano, il dottor. Giuseppe De Pace, che dopo vent’anni di servizio così scrive:

Sono un chirurgo ortopedico con circa vent’anni di professione (quindici in ospedale), svolti nella continua ricerca di terapie efficaci. Ho passato parecchio del mio tempo allo studio sulle strategie terapeutiche e dei nuovi farmaci, a volte provandoli su me stesso per saggiarne l’efficacia. Ho raggiunto degli obiettivi di rilievo, sapendo, alla fine, di poter ottenere ciò che volevo. Ma la conquista più importante ottenuta è l’aver capito che la “medicina ufficiale” è falsa ed è solo strumento di potere delle Multinazionali della Salute.

Parole dunque in linea con quanto affermato dai più illustri Veronesi e Schekman. Così il premio Nobel per la medicina 2013 parla infatti tra le pagine del The Guardian solo qualche settimana fa:

La scienza è a rischio: non è più affidabile perché in mano a una casta chiusa e tutt’altro che indipendente. Le principali riviste scientifiche internazionali,Nature, Cell e Science, sono paragonabili a dei tiranni: pubblicano in base all’appeal mediatico di uno studio, piuttosto che alla sua reale rilevanza scientifica. Da parte loro, visto il prestigio, i ricercatori sono disposti a tutto, anche a modificare i risultati dei loro lavori, pur di ottenere una pubblicazione.

Non fosse però che tutto questo poi si riverserà un domani tra gli ‘scaffali’ di una farmacia, ma anche e sopratutto come modalità di trasmissione del Sapere tra le aule universitarie, generando in tal modo generazioni di classi mediche che apprenderanno conoscenze false, o quantomeno inefficaci. Così continua tra le righe del blog Giuseppe De Pace:

Noi medici siamo plagiati fin dall’inizio dagli insegnamenti universitari che ci vengono propinati da un manipolo di “professori” che hanno il solo interesse di lasciarci nell’ignoranza sulla vera origine delle malattie. Alcuni di noi, alla fine, raggiungono la consapevolezza e mettono in moto delle grosse energie che provocano reazioni positive nel Tutto. “

Nel dettaglio le accuse che muove il medico ortopedico guardano in particolare alle conseguenze che la medicina ufficiale recherebbe alla salute dei pazienti, una testimonianza quella di Giuseppe De Pace da un certo potere ‘destabilizzante’, non fosse tra l’altro la quasi totale oscurità dell’argomento per i non addetti e i meno esperti. Così, infatti, egli afferma:

Da molto tempo mettevo in discussione la “medicina ufficiale” in quanto incapace di curare le malattie, al massimo poteva lenire i sintomi apparenti spostandoli su altri organi. Ed è proprio su questo equivoco che si basa tutta la piramide della “medicina della malattia”. Se la malattia A ha come sintomi x, y, z , sopprimendoli si ritiene che il paziente sia guarito. Non interessa che, come conseguenza, si sia sviluppata la malattia B con i sintomi j, k, w in quanto avremo il farmaco per bloccare anche questi ultimi, e così via. Non si capisce, o non si vuole capire, che la malattia B è solo l’espressione del blocco della malattia A, cioè di un meccanismo di difesa dell’organismo che cerca una nuova via per disintossicarsi.

In pratica viene descritto quello che oggi viene operato dalla medicina, ed in particolare da quella oncologica, basata, com’è noto, su un bombardamento di farmaci, principi attivi e sostanze farmaceutiche che va sotto il nome di ‘chemioterapia‘, i cui effetti sono ben visibili, infatti, a partire dai volti degli stessi pazienti. Non a caso il dott. De Pace riporta nel suo diario una sua esperienza con un bambino malato di tumore, un linfoma, un’esperienza che a posteriori si ripercuoterà non solo ‘nell’ uomo’, ma anche nella vita professionale. Egli, infatti, così racconta:

Ho vissuto in prima persona il dramma di un bambino di undici anni, affetto da linfoma non-Hogkin. La letteratura internazionale parla di sopravvivenza dell’80% con i nuovi protocolli chemioterapici, notizia molto confortante anche per me che vivevo per la prima volta da vicino questa esperienza. L’equivoco, questa volta, si gioca sul fatto che se il paziente muore anche dopo un mese per insufficienza renale o epatica, superinfezioni, ecc. provocati chiaramente dalla chemio, per la statistica non è morto di linfoma! Ritornando al bambino, questi fu sottoposto per diciotto mesi a dosi massive di chemioterapia ed irradiazioni total-body, per cui i periodi che non faceva terapia, rimaneva in ospedale per curare gli effetti devastanti della chemio. Il suo ultimo mese di vita lo ha passato paralizzato nel letto, intontito dagli stupefacenti e quasi cieco.
A cosa è servito tutto ciò? Come si può pensare di eliminare i pidocchi da una persona dandole fuoco? Questa triste esperienza è stata per me fondamentale in quanto mi ha definitivamente risvegliato la consapevolezza; ho compreso che si deve agire sulle cause per risolvere ogni problema.

Già, ma cosa vuol dire agire sulle cause per risolvere il problema? E cosa fa, invece, la medicina cd. ufficiale? La risposta è, ancora una volta, contenuta nell’esperienza diretta di De Pace, da cui si evince cosa si deve intendere per ‘agire sulle cause’, e cosa fa la medicina ufficiale:”

Sono stato operato un anno fa di lobectomia tiroidea per ipertiroidismo e condannato, come d’altronde è la regola, a prendere l’Eutirox a vita. Nonostante seguissi scrupolosamente le indicazioni datemi, continuavo a soffrire di dolori muscolari agli arti e di astenia (considerate che avevo smesso di fumare da oltre un anno proprio perché soffrivo di dolori agli arti). Cambiando dentro sono cambiato fuori, ho modificato completamente la mia alimentazione (eliminando la carne e gran parte delle proteine animali, immettendo sostanze essenziali e non raffinate, combinando bene gli alimenti), ho eliminato completamente l’Eutirox e gli altri medicinali, rivolgendomi alle sostanze naturali. Il risultato è stato la scomparsa dei dolori muscolari e la normalizzazione dei valori ematici non solo tiroidei.” E poi continua: “Perché infatti tra gli americani vi è una alta incidenza di infarto da ipercolesterolemia mentre nel popolo giapponese è bassissima? Perché nei paesi più industrializzati è in crescente aumento il diabete mentre nei cosiddetti paesi sottosviluppati è pressoché assente? È lampante, la variabile è l’alimentazione, ma i padroni della Sanità non lo dicono, raccontandoci la favola della genetica e della predisposizione familiare!“.

Sotto accusa, quindi, tanto i poteri delle case farmaceutiche, quanto, e più amaramente, il sapere offerto dalle università, ree, secondo le testimonianze appena raccolte di De Pace e Shekman, di prestare il fianco ai grandi interessi economici e delle lobby, più che ricercare il ‘vero’.

Mi viene in mente una scena del film ‘La Meglio Gioventù’ di Marco Tullio Giordana, allorchè il protagonista ‘Salvatore’, interpretato da Totò Lo Cascio, che voleva fare per l’appunto il medico, confessando al suo professore quelle che sarebbero state le sue aspirazioni e speranze dopo aver sostenuto brillantemente un esame, costui gli risponde freddamente,“Lasci stare, se ne vada da qui; qui vivono i Dinosauri!”.Il film poi vincerà la Palma d’Oro a Cannes nel 2003.

http://www.associazionesum.i /la_medicina_ufficiale_puo_curare_le_malattie.htm

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Un pensiero su “Schekman, Veronesi e medici generici:”La medicina ufficiale non cura”. La testimonianza di Giuseppe De Pace.

  1. Buon. Giorno, mi piacerebbe approfondire con lei, alcuni argomenti.
    Le inseriscimi miei dati
    Grazie Etta Rinaldi
    ( Roma )

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