Gli astrociti, scultori del Cervello

cervello

Scoperto il comportamento di una particolare classe di cellule nervose, gli astrociti. Il loro lavoro assomiglia a quello di uno scultore che va modellando i circuiti sinaptici del Cervello. La scoperta del comportamento di queste cellule aiuterà la scienza a sconfiggere malattie nervose e l’invecchiamento del ‘pensiero’.

di Marco Caffarello

Si sa, il lavoro di un abile sculture come Michelangelo, Canova, o il più antico Frida, lascia sempre, a chi lo ammira, a bocca aperta: immaginare però che la facoltà di ‘modellare’ la materia appartenga anche al tessuto nervoso del Cervello fa comprendere come la magia dell’arte sia intrinseca a sua ‘maestà’ la natura. Sì, perchè parlare di ‘arte’ per il Cervello non è certamente una forzatura, né un abuso, se si considera l’etimologia della parola, dal Sanscrito Are, ‘ordinare‘. Il Cervello, infatti, ha facoltà di ‘ordinare’ sé stesso attraverso il lavoro di una specifica classe di cellule nervose, gli astrociti, che per la loro particolare morfologia a forma di ‘stella‘ sono in grado di modellare i circuiti sinaptici come fa un abile scultore, che con il proprio scalpello toglie via i pezzi in eccesso del marmo, dando vita così all’opera d’arte. E’ ciò che evidenzia una ricerca della Stanford University School of Medicine, USA, pubblicata solo qualche giorno fa dall’autorevole rivista di Scienze Nature, che ha scoperto attraverso studi di neuroimmagine come questa specifica classe di cellule nervose dell’encefalo sia in grado, data la loro particolare forma a stella, di modellare letteralmente i circuiti sinaptici interni, conferendogli, attraverso le varie fasi della sua evoluzione e sviluppo, sempre nuove architetture. “Questa era una funzione degli astrociti del tutto sconosciuta”, spiega Ben Barres, professore di neurobiologia e coautore dello studio,” Più di un terzo di tutte le cellule del cervello umano sono astrociti. Ma fino a poco tempo fa, il loro ruolo nel cervello era oscuro.” Comprendere questa funzione delle cellule nervose dell’encefalo non è infatti cosa da poco, perché conoscendo la facoltà degli astrociti di modellare i circuiti sinaptici, si può ora capire se un loro ‘deficit’, o eccesso, possa essere all’origine di molte patologie del sistema nervoso, che colpiscono le persone sopratutto con il passar degli anni. Malattie come l’Alzheimer o il morbo di Parkinson dipendono, infatti, dalla ‘distruzione’ dei circuiti sinaptici interni al Cervello, e comprendere quindi il ruolo che questa classe di cellule nervose occupa nell’avanzare della patologia, può aiutare la ricerca a trovare nuovi modelli terapeutici che facciano leva proprio sulla capacità delle cellule di ‘produrre’ e ‘distruggere’ la materia.
Questi risultati sollevano la questione se il deficit e gli eccessi di questa funzione degli astrociti può essere alla base, rispettivamente, della perdita di questa capacità di rimodellamento in età avanzata, o della distruzione delle sinapsi che caratterizzano le cd. malattie neurodegenerative, come l’Alzheimer e il morbo di Parkinson”, spiega per Nature Ben Barres.
Questa ricerca dimostra infatti che il comportamento degli astrociti, scultori sinaptici per la loro facoltà di fagocitarne le cellule morte, persiste anche in età adulta, e suggerisce una volta per tutte che gli astrociti giocano un ruolo centrale per la messa a punto e configurazione dei circuiti cerebrali che si creeranno durante le nostre vite in risposta ad esperienze come l’ apprendimento, la vita emozionale e i movimenti; mentre i neuroni del Cervello rimangono intatti per quasi tutta la durata della vita di una persona, le connessioni sinaptiche, sono infatti ‘plastiche’ e in costante rigenerazione e formazione, rafforzandosi, indebolendosi o morendo. Ora che sono stati svelati nuovi comportamenti delle cellule nervose, spiega l’equipe, sarà possibile quindi sognare di arrivare a ‘rallentare’ anche il processo di invecchiamento del Cervello, brevettando magari nuovi farmaci capaci di ridurre la naturale capacità degli astrociti di ‘fagocitare’ reti sinaptiche, da cui, in buona sostanza, dipende il costante e graduale invecchiamento del nostro ‘pensiero’.
http://medicalxpress.com

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