Internet e libertà della rete: a rischio la democrazia?

7073_internet_explorerL’ultimo rapporto del World Wide Web Foundation afferma il rischio, dopo il caso Data Gate, della perdita dello spirito libero di internet

di Marco Caffarello

Più monta il caso Data Gate, e più si rendono urgenti misure di controllo per prevenire qualsiasi forma di violazione della privacy dei file coperti da segreto di Stato. L’ultima rivelazione in ordine di tempo sul caso Snowden, arriva da un quotidiano olandese, il Nrc Handelsbland, secondo il quale 50mila reti informatiche del mondo sarebbero state volontariamente danneggiate da software appositamente fabbricati per ‘catturare’ dati sensibili appartenenti al flusso telematico e a persone sopratutto dell’area mediorientale, della Russia e della Cina. Cosa fare dunque?

Come è noto, tutti i governi e le cancellerie del mondo si stanno adoperando per mettere in sicurezza i propri archivi telematici, ma è giusto chiedersi se un eccesso del controllo ora possa deturpare e compromettere lo spirito democratico con il quale, e per il quale, internet è nato, che, nonostante tutte le profonde contraddizioni e limiti che vi si riscontrano, ha comunque il merito di aver reso universale lo scambio delle informazioni e l’accesso alle fonti. E’ la tesi, e la paura, sostenuta a gran voce niente poco di meno che da Tim Berners Lee, l’ideologo del World Wide Web, conosciuto a tutti con il famosissimo acronimo di ‘WWW’, per il quale fu premiato nel 2004 con il premio Millenium Technology ed insignito dalla regina d’Inghilterra del titolo di ‘cavaliere’.

Nella data del 22 novembre, in occasione della pubblicazione dei dati che annualmente la sua fondazione, la World Wide Web Foundation, rivela alla stampa, Bernes Lee ha infatti così commentato:” Uno dei risultati più incoraggianti di quest’anno per il Web Index è vedere come il Web e i socialnetwork svolgano sempre più per le persone uno stimolo ad organizzare, agire e cercare di denunciare gli illeciti in ogni regione del mondo. Ma alcuni governi si sentono minacciati da questo, e una marea sempre più crescente di sorveglianza e di censura ora minaccia il futuro della democrazia.

Se è vero infatti che è ora assolutamente indispensabile che i governi arrivino a politiche capaci di tutelare la privacy dei documenti di Stato, affinchè, come il caso Data Gate dimostra, non vengano compromesse le relazioni diplomatiche tra i vari Stati, è altrettanto vero, precisa Tim Bernes Lee, che questo non può avvenire a discapito dell’utenza, e dello spirito democratico e di libertà che per sua natura caratterizza ‘internet’. L’avvertimento di Berners Lee è quindi, data l’evoluzione del caso Snowden che sta rivelando al mondo la fragilità, se non l’inesistenza, del rispetto del segreto dei documenti di Stato, così come della privacy di ognuno di noi, possa crescere ora uno spirito ‘reazionario’ da parte di molti governi, che in nome della privacy, arrivi a negare all’utenza l’accesso ad informazioni che per ‘diritto’ gli dovrebbero spettare. E’ un timore, quello del fondatore del WWW, confermato dallo stesso rapporto di venerdì 22 novembre che dimostra, infatti, non solo che l’attività di spionaggio nel mondo è in rapida espansione e che la sicurezza degli utenti della rete, sopratutto di quella americana ed inglese, è in pratica ‘un’illusione’, ma riferisce che anche l’attività di censura sta crescendo, una realtà quella della negazione di accesso alle informazioni per la quale non si riscontra differenza alcuna tra i paesi del mondo, né per posizione geografica, né per ricchezza. Documenta il rapporto che molti degli 81 paesi esaminati dalla fondazione di Bernes Lee non hanno infatti utilizzato il Web per diffondere con adeguatezza le informazioni necessarie per la salute e l’istruzione, e che la maggior parte dei governi nasconde ai propri utenti dati importanti, come le informazioni sulle proprietà, sugli emolumenti, sulle assunzioni pubbliche, sulla natura procedurale dei concorsi, e così molto altro ancora. Una controversia quella tra rispetto della privacy e libertà di accesso alla informazioni dal precario equilibrio e dalla difficile soluzione.

www.phys.org

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