I batteri possono cancellare secoli di progresso?

pills for cure

Un rischio concreto per la nostra salute: la resistenza dei batteri ai farmaci possono azzerare secoli di progresso

di  Marco Caffarello

Un nuovo spettro s’aggira per l’Europa: non si tratta della parodia del Manifesto di Marx, ma più concretamente dell’esistere di ‘superbatteri’ che potrebbero cancellare in breve tempo secoli di storia della medicina. E’ l’allarme lanciato niente poco di meno che dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, notizia pubblicata di recente per la rivista scientifica Lancet, secondo il quale l’abuso di farmaci, ed in particolare degli antibiotici, può generare un accrescimento della resistenza dei batteri ai principi attivi farmaceutici che in quanto tale li rende immuni da una qualsiasi azione farmacologica. E’ un rischio concreto, di cui la scienza e la medicina sono consapevoli, essendo la resistenza dei batteri ai farmaci, come già insegnò Flemming ideatore degli antibiotici, una natura intrinseca al loro stesso esistere. L’abuso di farmaci da parte della popolazione mondiale ha quindi l’effetto paradossale di azzerare ogni sviluppo della medicina nella lotta agli agenti patogeni, essendo questi microrganismi in grado non solo di ‘riconoscere’ i principi farmaceutici che ne contrastano l’azione, ma anche di ‘attivare’ degli enzimi che in quanto tale li renderanno immuni ad un qualsiasi farmaco. In sostanza, più l’azione dei farmaci s’accresce, più s’incrementa la resistenza dei batteri al principio attivo.

“Quanto più i farmaci si consumano, tanto più i batteri sono in grado di evolversi per resistere. In passato, infatti, lo sviluppo dei farmaci andava di pari passo con l’evoluzione dei microbi” scrive per Lancet John Watson, vice ispettore del sistema sanitario inglese, che poi aggiunge,” Sono circa 35 milioni gli antibiotici prescritti ogni anno dai medici in Inghilterra. Sono preoccupato, se vado in ospedale per una protesi d’anca, ottengo un’ infezione che mi porta maggiori complicazioni e magari la morte, semplicemente perché gli antibiotici non funzionano più come accade ora.”

La resistenza dei batteri all’azione dei farmaci, accresciuta negli ultimi decenni dall’abuso sin qui perpetrato dei farmaci, non è faccenda di poco conto; c’è il rischio concreto, informa la comunità scientifica, di un ‘crollo’ della medicina e, dunque, di un’impennata dei tassi di mortalità legati ad infezioni batteriche paragonabile alle condizioni sanitarie del XIX-XX secolo.

“I tassi di mortalità da infezioni batteriche potrebbero tornare a quelli dei primi anni del 20 ° secolo”, afferma per Lancet Sally Davies, capo medico ufficiale per l’Inghilterra. Se infatti la resistenza dei batteri all’attività dei farmaci dovesse continuare a crescere, le conseguenze, anche da un punto di vista sociale, sarebbero drammatiche: molte delle attività sanitarie che rappresentano una ‘conquista’ per l’uomo, come interventi chirurgici, trapianti d’organi, cure oncologiche, normali attività di profilassi, sarebbero a quel punto impossibili, con inevitabili conseguenze, tutte nefaste, per la salute pubblica e per i suoi costi. “Se andiamo in una fase post- antibiotica, potremmo scoprire che le persone con la polmonite non saranno più curabili con un antibiotico”, la sentenza che Peter Swinyard, presidente dell’Associazione medici di famiglia inglese, pronuncia per i lettori.

Se non si vuole dunque arrivare ad un simile scenario, è necessario sin da ora, spiegano gli esperti, fare leva su nuovi modelli di educazione sociale capaci di informare più correttamente sui vantaggi e sui rischi che l’assunzione dei farmaci comporta, ma anche uniformare a questo cambiamento tutte le altre realtà che costruiscono la ‘nostra società’, come una migliore igiene delle strutture sanitarie, prevenendo così la diffusione dei batteri, nuovi farmaci alternativi agli antibioci prodotti dall’industria farmaceutica, e, sopratutto, come afferma Peter Swinyard, “abbiamo più bisogno di istruzione”.

http://www.independent.co.uk

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