Tumore al Fegato: la risposta “D.Namica”

Il Fegato è spesso sede di tumori, benigni ma anche maligni. Questo male è particolarmente presente nei paesi occidentali, dove le cattive abitudini alimentari

Immagine di sequenziamento DNA copyright Fondazione Italiana Fegato Onlus

Immagine di sequenziamento DNA
copyright Fondazione Italiana Fegato Onlus

sono più coltivate. Una delle armi vincenti per sconfiggere questo orribile male, è certamente la tempestività della diagnosi, un aspetto particolarmente curato, e per il quale è nato, dal progetto di medicina personalizzata D.Namica.

All’interno dell’articolo l’intervista a Devis Pascut, ricercatore per la Fondazione Italiana Fegato Onlus, responsabile del progetto D.Namica

di Marco Caffarello

Il Fegato: la ghiandola extramurale anficrina dell’apparato digerente, la più grande dell’organismo, localizzata al di sotto del diaframma, alla quale è deputata una quantità impressionante di funzioni essenziali per il corpo, tra cui l’immagazzinamento degli elementi nutritivi, sintesi proteiche, la rimozione delle sostanze tossiche e la produzione della Bile. Sappiamo dunque come la sua corretta funzionalità rappresenti la condizione sine qua non per la salute complessiva dell’organismo, e come il venir meno di una sola delle sue funzioni comporti una serie di conseguenze nefaste per l’uomo, anche mortali. Gli ultimi dati statistici confermano, infatti, come la genesi di cellule tumorali nel fegato sia in rapida crescita, questo dovuto anche alle quotidiane cattive abitudini alimentari degli individui, troppo spesso inclini a condurre una vita sedentaria, ad assumere cibi molto grassi, zuccherini e sopratutto ad ingerire una “cascata” di alcool. In Italia si stima che l’incidenza di questo tumore sia pari a 10 persone ogni 100mila, non un numero elevatissimo, ma non pochi sono coloro che sono pronti a scommettere, ahimè, ad una rapida crescita dei casi.

Una delle cause più frequenti del tumore al Fegato è infatti la formazione della cd. Cirrosi epatica, una malattia capace di alterare la normale fisionomia dell’organo, fenomeno che in quanto tale provoca un cattivo funzionamento delle sue funzioni e che, se non ben curata e con tempestività, conduce a morte.

Un’altra causa della formazioni della cellule tumorali è quella legata alla presenza del Virus dell’Epatite B e C. Ad oggi la scienza conosce le cause di formazione di cellule tumorali nel Fegato a partire dalla presenza del Virus dell’Epatite B, un virus in grado di inserirsi nel codice genetico degli epatociti e di condizionare negativamente la produzione di proteine, mentre del tutto ignota è ancora la ragione del tumore nell’organo addominale a partire dalla presenza del Virus dell’epatite C. Nonostante molteplici siano, abbiamo visto, le cause che portano alla formazione di cellule tumorali nel Fegato, e molte altre andrebbero citate, paradossalmente e “malignamente” questo “oscuro male” nelle prime fasi del suo decorso è asintomatico, realtà che gli permette di essere così aggressivo e difficile da sconfiggere. Si intuisce da sé come la rapida e tempestiva diagnosi costituisca la sola e vera chiave per la vittoria.

E’ in questo contesto che si inserisce “la nuova medicina personalizzata” promossa dal progetto D.Namica. Abbiamo visto infatti in un precedente articolo pubblicato per il blog ( https://fisiomedicine.wordpress.com/2013/09/30/la-nuova-era-della-medecina-la-medicina-personalizzata-del-progetto-d-namica/) in cosa consista il progetto D.Namica: il prototipo di una piattaforma telematica che integra dati clinici di un paziente con il suo profilo genetico. Un approccio dunque personalizzato, realtà che certamente accresce sia l’incidenza delle terapie adottate, sia la prontezza e tempestività della diagnosi, anche per un caso difficile come quello rappresentato dal tumore del Fegato. Una delle tre sperimentazioni pilota lanciate dal progetto ha infatti come suo oggetto specifico la complessa realtà dell’organo addominale, compito assolto dalla Fondazione Italiana Fegato Onlus e di cui Devis Pascut è ricercatore:

Dott. Pascut, ci descriva la Fondazione Italiana Fegato: qual è la sua missione e quali le sue attività?

La Fondazione Italiana Fegato si occupa, ormai da anni, delle malattie che riguardano diversi ambiti del fegato. Oltre al tumore al fegato vengono anche studiate la steatosi epatica, epatite B, epatite C e patologie derivanti da disfunzioni del metabolismo della bilirubina. Siamo un istituto onlus che collabora anche con diverse organizzazioni a livello internazionale, dal Messico all’Indonesia, dall’Argentina agli Stati Uniti. Con queste organizzazioni manteniamo una collaborazione attiva e un continuo scambio di ricercatori, ragazzi, dottorandi che arrivano alla Fondazione per incrementare la loro esperienza e condividere con noi le loro competenze.

All’interno di Fondazione Italiana Fegato, in particolare io mi occupo dello studio dei meccanismi della chemioresistenza  e di terapia genica applicata al tumore al fegato. Con l’avvio di D.NAMICA mi occupo anche dello studio dei profili di microRNA nel sangue di pazienti con carcinoma epatico.

Tumore al fegato: può fornirci un quadro sintetico di questa patologia?

Si stima che al mondo ogni anno siano 750mila i nuovi casi. In Italia è al quinto posto tra le cause di morte per tumore. Le terapie attuali non sempre riescono infatti a garantire una cura. In particolare è ancora carente la possibilità di una diagnosi precoce e la capacità di seguire costantemente il decorso della malattia . Molto spesso il paziente viene ricoverato quando già ha uno stadio avanzato della malattia. Se non si presentano già infezioni virali come nel caso dell’epatite C o epatite B, che possono predisporre all’insorgenza del tumore al fegato, la diagnosi precoce risulta ancora più complicata.

Il tumore al fegato è oggetto di una delle sperimentazioni pilota del progetto D.NAMICA. In che modo D.NAMICA può supportare il lavoro dei medici in questo campo?

L’obiettivo principale di D.NAMICA è la creazione di una nuova cartella informatica che raccolga i dati dei pazienti. Si parla dei classici dati clinici, ma anche di dati molecolari derivati dai pazienti (DNA, mRNA, microRNA). Gli ambiti toccati dal progetto sono quello cardiologico, epatologico e neurodegenerativo. Noi ovviamente ci occupiamo del lato epatologico. La cartella informatica che stiamo creando permetterà il monitoraggio del paziente nel tempo. Come accennato, spesso le terapie non sconfiggono completamente il tumore. Si può avere un residuo della malattia oppure questa può presentarsi in un’altra sede epatica. Grazie all’integrazione dei dati clinici e molecolari (DNA, mRNA, microRNA, etc.) contenuti nella cartella informatica, il monitoraggio del paziente sarà più semplice e l’intervento del medico più tempestivo. Questo avrà infatti a disposizione un quadro più ampio del decorso della malattia. Ai medici uno strumento del genere permetterà di accorciare i tempi, di intervenire subito ed, eventualmente, di ripensare la terapia.

D.NAMICA coinvolge 9 diverse realtà del FVG, tra cui imprese e centri di ricerca. Come si svolge questo tipo di collaborazione nel vostro caso?

Noi della Fondazione Italiana Fegato ci occupiamo di selezionare i pazienti che partecipano al progetto pilota che riguarda il tumore al fegato. Elaboriamo i dati clinici, raccogliamo i campioni e procediamo ad una prima analisi. L’analisi dei profili di espressione dei microRNA nel sangue dei pazienti viene infine svolta in collaborazione con i ricercatori della SISSA. I dati clinici e molecolari ottenuti saranno poi informatizzati da NUVON che assieme ad INSIEL Mercato si occuperà della creazione della cartella clinica.

http://www.dnamica.it/default.aspx?language=it

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...