Dalla genetica un aiuto contro l’HIV

Un’importante scoperta che aiuterà la medicina a sconfiggere l’HIV. Un’equipe di ricercatori del prestigioso King’s College di Londra ha identificato un nuovo gene, il MX2, capace letteralmente di inibire la diffusione dell’HIV dopo il contagio.

di Marco CaffarelloHIV

Nonostante oggi le cure contro l’HIV permettano ai pazienti aspettative di vita molto lunghe, ancora non si può affermare una vittoria dell’uomo su questo orribile virus, che com’è noto molte vittime negli ultimi decenni ha provocato. Dalle ultime ricerche svolte dall’autorevole King’s College di Londra tuttavia una nuova speranza ha fatto breccia tra la comunità scientifica, perchè scoperto è il gene che consente di prevenire una qualsiasi propagazione del virus nel corpo, il gene MX2. Pubblicata recentemente su Nature, lo studio dimostra infatti come questo gene sia capace letteralmente di inibire il virus, evitando così che lo stesso possa trasformarsi in un “nemico invincibile” per le nostre linee di difesa. Com’è noto, infatti, il virus dell’HIV è così chiamato perchè rende immunodeficiente il nostro organismo, (da cui HIV, humane immunedeficency virus), un fenomeno che in quanto tale arreca al nostro corpo infezioni croniche assolutamente insensibili all’attività di difesa del sistema immunitario, fino a divenire con il tempo e progressivamente mortali. Per comprendere come il gene MX2 possa rappresentare una carta vincente nella lotta all’HIV, l’equipe di ricerca ha effettuato esperimenti da laboratorio direttamente su cellule umane, introducendo il virus su due diverse linee cellulari: la prima nella quale il gene MX2 era stato “attivato”, e in una seconda nella quale il gene non svolgeva un ruolo attivo.

I risultati della sperimentazione confermano che là dove il gene era attivo, il virus non è stato in grado di replicarsi, cosa che lo rende facilmente aggredibile dal sistema immunitario, scongiurando così una sua propagazione nell’organismo, mentre per le linee cellulari dove il gene era “spento”, il virus ha avuto la “libertà” di replicarsi fino a divenire “invincibile”. Notevole è la soddisfazione dell’equipe, perfettamente rappresentata dalle parole di Mike Malin, docente ordinario del Dipartimento di malattie infettive del College, che così ha commentato: “ E’ un estrema emozione vedere come avanza la nostra comprensione di come il virus HIV interagisca con il sistema immunitario, e questa straordinaria scoperta apre a nuove opportunità per lo sviluppo di nuove terapie per curare la malattia. Fino ad ora si sapeva molto poco del gene MX2 , ma ora conosciamo sia la sua potente funzione anti- virale, sia la chiave della vulnerabilità nel ciclo di vita del virus HIV”. Ciò che si chiede ora la comunità scientifica è come rendere immediatamente pratica la straordinaria scoperta genetica, consentendo dunque al gene di attivarsi permanentemente e di inibire in tal maniera la diffusione organica del virus. Una risposta ci viene data dalle parole di Malin, che così spiega: “Lo sviluppo di farmaci per stimolare gli inibitori naturali del corpo è un approccio molto importante perché avvia un processo naturale e quindi non avrà il problema della resistenza ai farmaci. Ci sono due percorsi possibili: si potrebbe sviluppare una molecola che imiti il ruolo del MX2 oppure brevettare un farmaco che attiva le capacità naturali del gene”. Questa seconda ipotesi, inoltre, conosce il non piccolo vantaggio di ridurre la quantità di farmaci somministrati ai pazienti per le cure contro l’HIV. Così infatti conclude il professore: “
Anche se le persone con HIV oggi vivono più a lungo grazie agli attuali trattamenti, spesso i farmaci possono divenire tossici per il corpo e la resistenza ai principi attivi farmaceutici può diventare un problema nel lungo termine.” Dunque non c’è che dire; un aiuto vincente della genetica nella lotta al virus e nella comprensione dei sistemi di difesa del nostro organismo.

http://www.eurekalert.org/pub_releases/2013-09/kcl-ngd091813.php

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