Le diversità ci rendono magri

flora

Una studio del consorzio internazionale MetaHIT dimostra la correlazione tra la concentrazione di flora batterica negli intestini e lo sviluppo di alcune malattie cardiovascolari e del diabete. I pazienti infatti che hanno mostrato scarse diversità microorganiche, sono più inclini all’obesità e a contrarre disturbi metabolici.

di Marco Caffarello

Da oggi è certificato; una scarsa presenza delle diversità della flora batterica negli intestini è causa diretta dell’obesità e di molte altre malattie a questa associata, come disturbi cardiovascolari e il diabete. Grazie infatti allo studio del consorzio internazionale MetaHIT dal nome Progetto Darmflora Vlaams, e pubblicato recentemente sulla rivista internazionale Nature, si è compreso come la minore o maggiore presenza di flora batterica negli intestini comporti una serie di reazioni organiche da cui poi viene a dipendere, più sostanzialmente, la salute complessiva del nostro organismo.      Una scarsa concentrazione di flora batterica, o microblota umano, ossia l’insieme di batteri , o microorganismi simbiotici, presenti lungo il tubo digerente, può essere causa diretta dell’obesità, e non solo, ha un comportamento in tutto diverso dalle condizioni standard. Una minore concentrazione di microorganismi comporta infatti una riduzione delle diversità batteriche ( se ne trovano più di 10000 specie)e questo depauperamento è associato ad un’infiammazione del reticolo endoplasmatico, da cui poi viene a dipendere la tendenza all’aumento della propria massa grassa.La scoperta si è basata sul confronto diretto di due diversi gruppi: 169 persone di nazionalità danese con problemi di obesità, e 129 magre. Il dato veramente sorprendente è scoprire che una scarsa concentrazione di diversità batterica è stata riscontrata anche in soggetti magri. Così commenta Jeroen Raes, ricercatore per il VIB: “Siamo stati in grado di distinguere due gruppi in base alla loro flora intestinale: persone con una grande ricchezza di specie batteriche nei loro intestini e persone con poche specie batteriche. Una ricca diversità di specie batteriche sembra operare in modo diverso rispetto ad una varietà più povera. Ed e’ stato sorprendente vedere come  persone obese e non obese siano state trovate in entrambi i gruppi ” . Il gruppo con minore concentrazione di diversità microorganiche si è dimostrato infatti più sensibile a problematiche di natura cardiovascolare, o a contrarre malattie del metabolismo come il diabete. “Questo è un risultato sorprendente, con possibili enormi implicazioni per il trattamento e la prevenzione , anche del più grande problema di salute pubblica del nostro tempo, l’obesità, ma non siamo ancora arrivati. Ora abbiamo bisogno di studi con i quali possiamo monitorare persone per un periodo più lungo . Vogliamo eseguire questi tipi di studi a lungo termine con il ” Progetto Darmflora Vlaams ” spiega Jeroen Raes.

Il problema dell’obesità, infatti, ha assunto le dimensioni di una vera e propria pandemia mondiale; in soli 10 anni, dal 2005 al 2015, gli scienziati prevedono che saranno più di 300 milioni le persone che aumenteranno il proprio peso fino alla soglia dell’obesità, e questa tendenza, spiegano, sarà molto difficile da arrestare. E’ ovvio che per ridurre i rischi di vedersi aumentare il proprio peso, e con esso una serie di risposte sbagliate del nostro organismo, è consigliabile condurre uno stile di vita sano ed equilibrato, ma nonostante tutto non viene meno l’importanza della scoperta, perchè suggerisce, una volta per tutte, come non siano solo le abitudini alimentari ad avere un ruolo nello sviluppo di problemi di peso.

http://www.eurekalert.org/pub_releases/2013-08/vfi-ifd_1082713.php

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...