I peptidi di un celiaco

Uno studio coordinato tra più istituti ha scoperto la ragione della celiachia. La malattia viene a dipendere dall’interazione molecolare tra i peptidi del glutine HLA-DQ2 e HLA-DQ8 e i Linfociti T. Grazie alla scoperta è stato brevettato un vaccino capace di disinnescare l’errata risposta del sistema immunitario e rendere così i celiaci tolleranti al glutine.

di Marco Caffarello

Chissà quante volte ci saremo chiesti come facciano i celiaci a vivere stando sempre attenti a cosa mangiare; ebbene forse questa domanda potrà essere una volta per tutte  archiviata. Grazie infatti ad una ricerca coordinata da più istituti, quali la Monash University, l’ Università di Leiden e l’azienda statiunitense leader in biotecnologie ImmusanT Inc, è stato possibile brevettare un vaccino capace letteralmente di “inibire” l’errata risposta immunitaria, causa della malattia. Com’è noto il disturbo allergico è generato dall’interazione tra il glutine e i linfociti T, cellule del sistema immunitario, che attaccando le proteine prodotte dalla digestione, danneggiano in tal modo l’intestino tenue e depauperano la concentrazione di Ferro nel sangue. Grazie infatti all’ altissima tecnologia adoperata sono stati individuati gli specifici peptidi genitori della celiachia; i geni HLA-DQ2 e HLA-DQ8. Per meglio determinare come avvenga l’interazione molecolare tra i Linfociti T e il glutine, la nota proteina presente nei cereali, quali grano, segale ed orzo, l’equipe di ricerca ha infatti adoperato le strutture del Sincrotrone Australiano, un acceleratore di particelle con sede a Melbourne. La tecnologia a disposizione ha permesso agli scienziati di verificare come metà della popolazione mondiale sia potenzialmente predisposta a contrarre la celiachia, perché possiede i geni di risposta immunitaria HLA-DQ2 o HLA-DQ8.“Questa è la prima volta che la complessità dell’interazione tra glutine e le proteine che attivano le risposte immunitarie è stata visualizzata ad un sub-livello molecolare” spiega Hugh Reid, ricercatore presso la Monash University. E’ una realtà diffusa quella del “rischio celiaco”, spiegano i ricercatori, perchè “ almeno una persona su venti ha nel proprio codice genetico il gene HLA-DQ2, e una su 150 il gene HLA-DQ8”. Si stima che ad oggi nel mondo una persona su 133 sia celiaca. Con la scoperta è stato possibile dunque brevettare un nuovo vaccino, chiamato dall’equipe Nexvax2 ®, in grado di ripristinare la tolleranza delle cellule immunitarie al glutine, e di permettere così ai celiaci di iniziare a sognare un piatto di “spaghetti” senza troppi pensieri. Bob Anderson, capo ufficio scientifico presso ImmusanT Inc, sottolinea a buon diritto l’esclusività della ricerca, capace letteralmente di superare ostacoli che fino ad ora erano impensabili. “Ora che conosciamo i peptidi del glutine responsabili della celiachia”, afferma Anderson, “siamo anche in grado di interrogare gli eventi molecolari che porteranno ad una auto-distruttiva risposta immunitaria.” Dunque c’è da scommetterci, presto la celiachia sarà debellata.

http://www.eurekalert.org/pub_releases/2012-10/mu-rgn101012.php

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