Le cellule iNKT: le mangia grasso

Una studio coordinato da più istituti di ricerca scientifica dimostra la correlazione tra l’aumento del peso e dei grassi con la riduzione della concentrazione di una particolare cellula del sistema immunitario, la iNKT. L’assenza di questa cellula, localizzata per lo più nel grasso omentale presente sotto i muscoli dello stomaco, quelli che formano le “maniglie dell’amore, comporta infatti l’accumulo del grasso corporeo e una serie di deficit del metabolismo.

di Marco Caffarello

“Le maniglie dell’amore, che passione!!” Verrebbe da dire  stando ai dati dello studio nato dalla cooperazione di istituti, quali il Trinity College Dublin, la Obesity Clinic del St Vincent’s University Hospital di Dublino e la Harvard Medical School (HMS)pubblicati recentemente sulla rivista internazionale Immunity.  Sembra infatti che le tanto “amabili” maniglie dell’amore sarebbero ricche di una particolare tipologia di cellule immunitarie antitumorali, chiamate iNKT(invariant natural killer T-cells), che ci proteggono dall’obesità e da alcune deviazioni patologiche del metabolismo, come il diabete. La scoperta delle cellule iNKT è stata infatti localizzata nel grasso umano chiamato “omentale”, una particolare tipologia del grasso che non si considerava molto presente tra “noi”, e che si trova in prevalenza al di sotto dei muscoli dello stomaco, quelli appunto che danno la forma alle morbide “maniglie”, o, per chi ama i drink, la diffusa “pancia della birra”. Quando noi ingrassiamo, spiegano i ricercatori, queste cellule tendono a scomparire, e il venir meno della concentrazione organica delle iNKT, in pratica, è ciò che permette ai grassi di accumularsi. Ma questo processo può essere arrestato se, al contrario, iniziamo a perdere peso, fenomeno che lo studio ha dimostrato essere a fondamento del recupero delle condizioni standard di INKT. Per verificare l’ipotesi secondo la quale le cellule iNKT giocano un ruolo decisivo nella regolazione del tessuto adiposo e ci proteggono dallo sviluppo di infiammazioni delle membrane cellulari e di sindromi metaboliche, come il diabete di tipo 2, gli esperti hanno effettuato una serie di test su alcuni topi da laboratorio. Infatti, come noi umani, anche i piccoli roditori presentano le stesse cellule del sistema immunitario: “Ne abbiamo trovate moltissime”, spiega la dott.ssa Lynch del Trinity College Dublin. L’esperimento consisteva nella divisione del numero di topi in due gruppi, di cui il primo carente di cellule iNKT mentre il secondo in condizioni standard, e nella somministrazione ad entrambi di una dieta ricca di grassi. I risultati dimostrano che il gruppo carente di cellule iNKT è ingrassato di oltre il 30% in più rispetto a quello con una concentrazione standard, ha visto aumentare la quantità dei trigliceriti presenti nel sangue, nonchè accrescere esponenzialmente le probabilità di contrarre alcuni deficit del metabolismo, quali il diabete. Inoltre la struttura delle cellule lipidiche presenta un volume più grande rispetto al normale. La ricerca dimostra allo stesso modo la reversibilità dei processi, per cui alla perdita di peso si accompagna un recupero della concentrazione standard delle cellule iNKT. “Come per i soggetti umani che avevamo studiato in precedenza, gli animali hanno perso le loro cellule iNKT quando sono diventati obesi,” ha commentato Lynch. “Appena li abbiamo tolti da questa dieta e rimessi a seguire una dieta normale con livelli di grasso standard, hanno perso peso e le loro cellule iNKT sono aumentate.” In un secondo esperimento l’equipe ha tolto cellule iNKT ad un topo sano per iniettarle in un esemplare carente: spiega la dott.ssa Lynch, “Abbiamo effettivamente invertito il diabete e, anche se i topi hanno continuato a seguire una dieta ricca di grassi, hanno perso uno o due grammi di peso [il peso normale di un topo è di 20-25 grammi] e presentato una serie di caratteristiche che suggeriscono una riduzione dell’infiammazione, una migliore sensibilità all’insulina, trigliceridi e leptina inferiori, e adipociti di dimensioni ridotte”. Poi la stessa continua affermando:“Ora abbiamo individuato il ruolo di queste cellule nella regolazione del peso corporeo e dello stato metabolico, probabilmente attraverso il controllo dell’infiammazione nel tessuto adiposo.” Durante le fasi della sperimentazione, l’equipe si è imbattuta in un altra scoperta ancora; è stato scoperto, infatti, che un lipide, chiamato alfa-galactosylceramide (AGC), è capace di favorire le condizioni per una migliore attività del metabolismo, di facilitare la perdita di peso e ridurre l’accumulo del grasso intorno al fegato, così come di invertire il diabete mediante un rafforzamento delle cellule insulino-secernenti che si sono esaurite.”L’aGC è stato testato in studi clinici per il trattamento di alcuni tipi di cancro, tra cui il melanoma, e si è dimostrato sicuro, producendo pochi effetti collaterali negli esseri umani” ha detto il prof. Exley, ricercatore dell’equipe “Finora l’effetto della stimolazione NKT, sia tramite aGC o con altri mezzi, sulla perdita di peso, l’obesità e la malattia metabolica non è stato studiato e potrebbe fornire una nuova strada per il trattamento dell’obesità e della sindrome metabolica, che hanno ormai raggiunto proporzioni epidemiche in tutto il mondo”.

http://www.molecularlab.it/news/view.asp?n=7673

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