IL menù del futuro

L’editoriale pubblicato dalla BBC apre ad un nuovo possibile scenario nel futuro della nostra alimentazione: l’utilizzo degli insetti, della carne in vitro e delle alghe. Questi cambiamenti nella tavola sono un effetto dei cambiamenti climatici e della crescita demografica mondiale, realtà che in quanto tali inducono gli esperti a preparare già da oggi il menù del futuro.

di Marco Caffarello

Se continuiamo di questo passo, con il costante aumento dei prezzi dei prodotti alimentari, l’aumento dell’IVA, l’estinzione di molte risorse alimentari provocate dai cambiamenti climatici, e il costante aumento demografico, non c’è da stupirsi se fra qualche anno ci troveremo a tavola un bel piatto di “insetti fritti”, alghe marinate e carne alla griglia prodotta in laboratorio.

E’ ciò che risulta dalla lettura dell’ editoriale pubblicato dalla BBC, nel quale esperti nutrizionisti di tutto il mondo dicono la loro riguardo ai possibili cambiamenti gastronomici che il mutamento climatico e l’aumento demografico provocheranno a breve.

«Nel mondo occidentale eravamo abituati a cibo abbondante – ha dichiarato Morgaine Gaye, futurologa alimentare –, ma ora i costi crescenti ci suggeriscono di incominciare a pensare nuovamente al cibo come a un lusso. E a questo punto è necessario ideare nuovi modi per riempire il vuoto alimentare».

E uno di questi modi sta nella “riscoperta” degli insetti, sebbene non è difficile immaginare che in Occidente questa “novità” non farà contenti tutti e incontrerà non poche resistenze. Eppure non sarebbero pochi i vantaggi arrecati all’ambiente, e anche alle nostre tasche,se la cultura gastronomica europea allargasse il proprio menù anche ai piccoli animaletti; non inquinano e le spese per l’allevamento sono pressoché nulle.

Secondo alcuni ricercatori dell’Università olandese Wageningen University sono 1400 le specie d’insetti commestibili per l’uomo e sostengono che anche i valori nutrizionali, soprattutto per ciò che concerne l’apporto delle proteine, sono superiori alla comune, e più amata, carne animale.

A tal riguardo il governo olandese ha da poco finanziato alcuni studi capaci di far luce sulle proprietà benefiche di un’alimentazione che preveda gli insetti, con lo scopo di arrivare un dì ad una graduale introduzione di questo apporto nutritivo nelle abitudini gastronomiche della gente.

In altri luoghi del mondo, infatti, è già in uso cibarsi degli insetti: in Africa ci si ciba di locuste ad esempio, mentre nel più industrializzato Giappone è costume mangiare le vespe, così come in Thailandia è frequente imbattersi in un piatto di grilli.

Ma il menù del futuro è pronto anche per una nuova ricetta: la carne da laboratorio o carne in vitro.

Ricercatori olandesi della Maastricht University, infatti, hanno da poco prodotto questo nuovo genere d’alimento stimolando la crescita di strisce del tessuto muscolare con l’uso di cellule staminali di natura bovina.       Si pensa che entro la fine dell’anno si potrà assaggiare il primo hamburger composto da questa nuova carne, sicuramente meno “seducente” rispetto a quella tradizionale, ma assolutamente più ecologica, data la riduzione del consumo di acqua, gas e energia elettrica.

E cosa dire delle alghe? Si stima che al mondo esistano più di 10mila specie di alghe che rappresentano una grande speranza per il futuro: potranno, infatti, essere coltivate direttamente negli oceani,risparmiando così sulle superfici coltivabili, costituirsi come nutrimento per uomini ed animali, e produrre bio-carburanti, riducendo in tal modo il fabbisogno di fossili inquinanti come il petrolio e il carbone.

Andrea Ghiselli, ricercatore per l’Istituto Nazionale di Ricerca Alimenti e Nutrizione (INRAN), al dibattito suscitato dalla prospettiva di un prossimo cambiamento delle abitudini alimentari, ha così argomentato: «La demonizzazione del bovino da parte degli ambientalisti talvolta è esagerata e va comunque precisato che la carne non è solo bovina, ma proviene anche dai polli o dai maiali, che necessitano di meno acqua e hanno un minore impatto sull’ambiente. Per quanto riguarda gli insetti il loro potenziale nutrizionale è indubbiamente alto, ma va comunque tenuto presente che in zone dove esiste una minor quantità di insetti sciamanti allevarli e trasformarli in cibo non è assolutamente facile. Tipicamente infatti le società che hanno sviluppato una cultura della dieta a base di insetto si trovano in zone geografiche ad alta densità di insetti. Le alghe invece potrebbero essere veramente il cibo del prossimo secolo e sono indubbiamente ricche di fattori preziosi».

Quindi non c’è che dire: prepariamoci all’idea.

http://www.corriere.it/salute/nutrizione/12_luglio_30/cibo-futuro-alghe-insetti_5ae2fa74-da45-11e1-aea0-c8fd44fac0da.shtml

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