Un breve sonno può provocare l’ictus

di Marco Caffarello

Da uno studio realizzato da un’equipe dell’University of Alabana è emerso che una limitata durata del sonno può essere  causa di Ictus celebrale. Lo stesso studio dimostra  che le persone più esposte al rischio sono, paradossalmente, coloro che conducono una vita “normale” e con peso “standard”

Un rischio assai diffuso per la salute di un uomo adulto è l’Ictus.

Questa è ciò che conferma una ricerca condotta dall’University of Alabana a Birmingham,  guidata da George Howard, secondo la quale uno dei maggiori rischi per la salute di un uomo con peso standard e con un ritmo di vita definibile da “impiegato”è rappresentato dall’ictus celebrale .

Ciò che sorprende è che una delle principali cause sta nella limitata durata del sonno notturno.

Da un’analisi su un campione di 5666 persone da cui sono stati raccolti dati relativi al peso, dalla condotta di vita e alle ore di sonno per un arco di tempo di tre anni, è emerso che coloro che dormono in media meno di 6 ore a notte, presentano un alto grado di rischio di ictus celebrale.

I ricercatori, dopo aver registrato dati sull’indice di grasso corporeo dei partecipanti, dimostrano che se da una parte non esiste alcuna correlazione tra la durata del sonno e la quantità dei grassi corporei di un individuo, allo stesso modo un’insufficiente quantità di sonno per  pazienti con peso standard e dai ritmi di vita non troppo elevati rappresenta essere il maggiore pericolo della loro salute.

Ritenere, quindi, che l’obesità e l’accumulo dei grassi possa incidere negativamente sulla qualità e la durata del sonno è un errore; anzi dalle ricerche viene dimostrato il contrario, che sono coloro che presentano un peso standard ad avere più problemi con il riposo e ad essere, dunque, più esposti ai pericoli.

Dormire poco, spiegano i ricercatori, influenza negativamente molte funzioni ed attività del nostro organismo che, sebbene non siano direttamente responsabili di un ictus, tuttavia innescano una parabola discentente della salute degli individui, fino ad aggravamenti irreversibili.

Infatti come dice Megan Ruiter, anch’egli autore dello studio,

ipotizziamo che la breve durata del sonno è un precursore di altri fattori tradizionali di rischio per ictus, e una volta che questi sono presenti, allora forse diventano  ancor più forti della stessa durata del sonno da solo.”

Comprendere la complessità degli effetti del sonno sulla salute degli uomini può aiutare, spiega Ruiter, ad arrivare a terapie che prevengano la genesi di squilibri omeostatici tali da aggravare la salute, fino a casi limite quali un ictus può ben rappresentare.

La speranza di Ruiter è ora che nuove ricerche possano raccogliere ciò che è stato fin qui rivelato riguardo agli effetti del sonno sulla salute degli individui, sopratutto per quelle persone che apparentemente sembrano lontane da possibili fattori di rischio.

http://www.eurekalert.org/pub_releases/2012-06/aaos-tro053112.php

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