I ragazzi di campagna non temono le allergie ai cibi come quelli di città

di Elena Valli

Le allergie alimentari sono sempre più diffuse, soprattutto nei confronti di alcuni alimenti, come le arachidi, i crostacei e i molluschi. Ora una nuova ricerca americana mette in luce che anche il luogo in cui si vive possa contribuire al proliferare di queste intolleranze, vedendo i ragazzi di città doppiamente colpiti rispetto ai loro pari delle zone rurali

 Una volta c’era la favoletta del topolino di campagna e il topolino di città. Il primo mangiava lardo e fagioli nella pace della sua casetta, mentre il secondo trovava resti di banchetti di dolci e marmellate nelle grandi case dei centri urbani continuamente circondato dai pericoli, come i cani o gli esseri umani. Non si sa se fosse nelle intenzioni di Esopo fare una metafora sulle brutte abitudini alimentari cittadine, ma la frase con cui si conclude la sua narrazione “Meglio lardo e fagioli in pace che dolci e marmellate nell’angoscia”, potrebbe essere considerato un monito di quanto scoperto dai ricercatori della Northwestern University School of Medicine (USA), che hanno osservato una maggiore probabilità per i ragazzi che vivono nelle città di sviluppare allergie alimentari, rispetto a quelli che abitano nelle zone rurali.

 Le allergie maggiormente gettonate sarebbero quelle nei confronti delle arachidi, dei crostacei e dei molluschi. Lo studio ha visto coinvolti 38.465 ragazzi, al di sotto dei 18 anni, statunitensi e rappresentativi di ogni tipo di etnia e reddito famaliare. Dai test è emerso che il 9,8% dei giovani che vivono in città soffrono di allergie contro il 6,2% di quelli che vivono in campagna. In particolare si è ossevato che:

  •  I bambini cittadini hanno una probabilità due volte maggiore di sviluppare allergia alle arachidi rispetto a quelli che vivono nei centri urbani (2,8% contro 1,3%);
  • Le allergie ai crostacei sono più del doppio nei cittadini (3,1% contro 1,4%);

  • Il 2,4% dei ragazzi dei centri urbani è allergico ai molluschi contro lo 0,8% dei ragazzi che abitano nelle zone rurali;

  • Gli Stati con la più alta prevalenza di allergie alimentari sono: Nevada, Florida, Georgia, Alaska, New Jersey, Delaware e il Maryland.

 Richi Gupta, professore di pediatria presso la Northwestern University School of Medicine e principale autore della ricerca ha commentato: “Abbiamo trovato per la prima volta che una densità di popolazione più alta corrisponde a un maggior rischio per i bambini”, perché in effetti nelle zone cittadine il numero di persone per Km2 è molto più elevato rispetto alla tranquillità dei paesi di campagna. Ciò che comunque rimane certo è che le allergie sono ugualmente pericolose indipendentemente dal luogo in cui si manifestano.

 Alcuni sintomi come l’abbassamento della pressione sanguigna, le difficoltà respiratorie e il gonfiore alla gola, se non vengono riconosciuti e curati in tempo, possono addirittua portare alla morte. Negli ospedali americani, ogni 3 minuti, una persona viene portata al pronto soccorso per una crisi allergica. Inoltre sono circa 5,9 milioni i bambini americani che soffrono di allergie, il che corrisponde a dire che un ragazzo minorenne ogni 13 ha sviluppato un’allergia alimentare.

 Questo studio potrebbe essere un primo passo per comprendere quali fattori siano alla base del presentarsi delle allergie verso particolari cibi e capire se anche il posto nel quale si è cresciuti possa influire in qualche modo. A questo proposito Mary Jane Marchisotto, direttrice esecutiva del Food Allergy Initiative, commenta così la ricerca: “Siamo impegnati a trovare una cura per le allergie alimentari e questo studio fornisce ulteriori indizi sul perché alcune persone soffrono di allergie alimentari e altre no.”

 Fonte: “City kids more likely to have food allergies than rural ones” – Clinical pediatrics

http://www.eurekalert.org/pub_releases/2012-06/nu-ckm060712.php

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