Stop al cibo: il segnale della leptina

L’ormone leptina, prodotto in proporzione alle cellule grasse del corpo, dice al cervello che non occorre assumere altro cibo, eppure proprio gli obesi mangiano più del dovuto. Giuseppe Matarese ci spiega il perché

Il dottor Giuseppe Matarese è responsabile del progetto Leptina, stato metabolico e cellule T regolatorie naturali presso l’Istituto di Endocrinologia e Oncologia Sperimentale del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IEOS-CNR) e il Dipartimento di Biologia e Patologia Cellulare e Molecolare dell’Università Federico II di Napoli. La sua attività di ricerca si incentra sulle correlazioni tra sistema immunitario, leptina e patologie infiammatorie immuno-mediate e sullo studio del sistema immunitario in pazienti geneticamente deficitari dell’ormone leptina. Matarese sostiene l’esistenza di un ruolo della leptina e del tessuto adiposo nell’infiammazione e nell’autoimmunità. Gli abbiamo chiesto di descriverci proprio il legame tra leptina e cellule grasse, dunque tra leptina e obesità.

Dottor Matarese, quali meccanismi di feedback la leptina instaura verso il centro dell’ipotalamo?

«La leptina, un ormone prodotto dal grasso corporeo, manda un segnale negativo all’ipotalamo a proposito dell’assunzione di cibo, cioè dice al cervello che l’organismo non ha più bisogno di mangiare. Più il corpo produce leptina, più nell’ipotalamo si istaurano meccanismi di inibizione del comportamento di assunzione di cibo. Questa è essenzialmente la funzione del messaggio leptinico.»

Come avviene la comunicazione tra cervello e leptina?

«La realizzazione di questa funzione è abbastanza complessa. La leptina agisce su alcuni nuclei ipotalamici (uno di questi è il ventre mediale) e li induce a produrre molecole anoressizzanti. Per questo più leptina il corpo produce, più anoressia è in grado di indurre. Possiamo dire che se abbiamo cibo mangiamo, se mangiamo sviluppiamo grasso corporeo, a sua volta il grasso produce molta leptina e, in condizioni normali, se il livello leptinico è alto smettiamo di mangiare. Questo meccanismo disattiva il circuito che ci disporrebbe a una continua ricerca degli alimenti, cioè fa in modo che non mangiamo in continuazione.»

Una puntualizzazione linguistica per chi non è un medico: ha parlato di “anoressia” nel senso di “assenza di fame”.

«Esatto, la parola “anoressia” tecnicamente significa “assenza di fame”.»

La leptina è un ormone prodotto principalmente dalle cellule adipociti, cioè dalle cellule grasse. È corretto pensare che la leptina sia presente in quantità maggiori nei soggetti più grassi?

«La leptina è secreta proporzionalmente al diametro degli adipociti. Gli adipociti sono cellule tonde ripiene di trigliceridi e colesterolo. Un adipocita senza grasso ha una sottile forma a piastrella che, mano a mano che si riempie di trigliceridi e di colesterolo, tende a gonfiarsi come un palloncino. Più è grande il diametro dell’adipocita, più è trascritto il gene della leptina. Non si sa bene come questa cosa sia regolata, però è dimostrato che più aumenta il diametro degli adipociti, maggiore è la trascrizione di questo gene.»

Ma allora perché gli obesi, pur avendo grandi scorte adipose e leptiniche, in molti casi mangiano più del dovuto?

«In senso generale, la stragrande maggioranza degli obesi ha tanto grasso e tanta leptina, ma questa leptina non funziona. A volte il motivo è ascrivibile a cause genetiche (mancanza del recettore, mancanza di trasduttori del segnale leptinico), ma nella maggioranza dei pazienti obesi non riusciamo a identificare esattamente cosa manca. Di fatto si può dire che questi soggetti sono leptino-resistenti, cioè non rispondono ai segnali leptinici pur avendo buona la funzione di trasduzione. Lo stesso fenomeno di resistenza si verifica nei diabetici di tipo 2, che fanno molta insulina ma sono iperglicemici. Tanta insulina dovrebbe significare poca glicemia, e invece i diabetici sono iperglicemici perché non rispondono bene al segnale insulinico: sono insulino-resistenti. Resistenza a insulina e leptina spesso vanno di pari passo.»

Dunque, dottor Matarese, cosa ci fa ingrassare? Esclusivamente le calorie in eccesso?

«Premetto che ci sono diverse cause all’origine dell’obesità, e che esistono diverse tipologie di obesità. Fatta questa importante puntualizzazione, posso sostenere che l’origine della gran parte delle obesità comuni o del sovrappeso comune, diffusi nelle società avanzate, non c’entra quasi niente con le disfunzioni del metabolismo e il potere calorico degli alimenti, ma ha una causa immunologica. Il soggetto principale dell’ingrassamento è la leptina e il ruolo che svolge nella risposta immunitaria di tipo infiammatorio».

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2 pensieri su “Stop al cibo: il segnale della leptina

    • Buongiorno. Sono felice di aver sollevato la tua domanda. Purtroppo, però, io non sono un dietologo, né un dietista o un nutrizionista, quindi non sono in grado di darti una risposta. Diciamo che ne so quanto è possibile saperne leggendo il post. Fisiomedicine è una rivista, un giornale: chi lo scrive non è un medico. Ti consiglio di parlare con la tua nutrizionista a riguardo. Se ti facesse comodo, potresti segnalarle il post e il nostro blog, così che lei possa leggere l’articolo. Buona giornata.

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