Mangiare senza ingrassare? Il segreto sta nella porzione

di Elena Valli

Non è necessario rinunciare alle pietanze più prelibate: pizza, torte e cioccolato possono essere consumate anche da chi ha intenzione di perdere peso, l’importante è non esagerare

Pietro Migliaccio, presidente della Società italiana di Scienze dell’Alimentazione (S.I.S.A.), libero docente in Scienza dell’Alimentazione e medico nutrizionista ci chiarisce alcuni punti del problema dell’obesità nel nostro paese e nel resto del mondo.

Oggi l’obesità sta aumentando a ritmo sostenuto in tutti i paesi industrializzati, Italia compresa. Quali sono le cause di questo peggioramento?

“L’aumento dell’obesità ha cause multifattoriali. Prima fra tutti: la riduzione del dispendio energetico. Scale mobili, ascensori, automobili, telefoni, lavori d’ufficio portano le persone a muoversi molto meno rispetto a prima. Un’altra causa è il riscaldamento: oggi le case, gli uffici, le scuole vengono riscaldate molto di più di prima, (a volte anche surriscaldate), e questo evita il dispendio per la termoregolazione, non solo d’inverno, ma anche d’estate a causa dell’aria condizionata. Inoltre ci sono gli alimenti: più raffinati e quindi maggiormente assorbibili, venduti in supermercati dove la spinta al consumismo fa trovare più spazio al cibo spazzatura che agli alimenti base ed importanti come il pane, la pasta e le verdure. Un’altra causa và rintracciata nelle bevande gassate, molto consumate specialmente dai più giovani. Se consideriamo che una lattina di cola da 330 ml apporta 35 g di zucchero semplice, ci si rende conto dell’enorme eccesso calorico che si assume consumandone in quantità. Per quanto riguarda gli adulti c’è spesso da considerare l’abuso di bevande alcoliche. In questo caso si deve tener presente che un bicchiere di vino (150 ml, 12°), per esempio, apporta ben 100 calorie. Pertanto consumarne 3 in un solo pasto, apporta 300 calorie, ovvero quasi l’equivalente di un piatto di pasta (350 calorie)”.

Esiste una differenza fra l’essere magri e l’essere in salute o le due cose tendono a coincidere?

“Più che altro sarebbe necessario definire che cosa si intende per magri: per questo viene utilizzato l’indice di massa corporea, che viene calcolato dividendo il peso in Kg per il quadrato dell’altezza in m. Se si ottiene un valore inferiore a 18,5 si è sottopeso, se è un valore compreso fra i 18,5 e il 25 allora si è normopeso; tra i 25 e i 30 si è in sovrappeso, e nel caso in cui il valore sia maggiore di 30 si parla di obesità; ovviamente se si è nella fascia di peso normale si eviteranno i disagi dovuti alla malnutrizione, le malattie metaboliche come il diabete e l’ipertensione e non si graverà con il peso sulla colonna vertebrale e  sulle articolazioni delle caviglie, delle ginocchia e delle anche. In ultimo, ma non ultimo, anche la condizione psicologica ne sarà avvantaggiata perché l’individuo sarà più a suo agio nel suo corpo e quindi nella società”.

Spesso sentiamo dire che i chili superflui sono anche espressione di un metabolismo lento, che non funziona come dovrebbe. A questo proposito vorrei chiederle: esiste un modo per poter stimolare al massimo il metabolismo?

“Prima bisogna accertarsi che non ci siano sul serio delle cause che rendano lento il nostro metabolismo, ovvero se la tiroide funziona e se i livelli di insulina sono normali. Una volta esclusi i fattori ormonali si può davvero pensare di stimolare il metabolismo e per farlo esiste un’unica maniera: fare attività fisica aumentando la massa muscolare. Basterebbe camminare ogni giorno per 40 minuti, anche dividendoli tra la mattina, il pomeriggio e la sera”.

In ultimo le chiedo: esiste davvero un modo per poter mangiare tutto ciò che si vuole senza ingrassare o bisogna per forza fare delle rinunce a tavola?

“Non è necessario operare delle rinunce alimentari per perdere peso, in linea di massima si può dimagrire mangiando ciò che si vuole; il vero segreto per mantenere o raggiungere il peso ideale risiede nella porzione. E ognuno ha la sua porzione, che dipenderà dall’età, dal peso iniziale, dalla costituzione corporea, dal tipo di attività fisica svolta e dalle preferenze alimentari”.

SFATIAMO QUALCHE MITO:

Pietro Migliaccio fa crollare alcune “credenze alimentari” molto diffuse grazie ai passaparola e a diete fai da te largamente utilizzate, ma che non poggiano su alcuna base scientifica

Forse non tutti sanno che:

–         L’ananas e il pompelmo non sciolgono i grassi: sono alimenti ricchi di vitamine e sali minerali, ma non ci sono prove reali che aiutino a scindere i grassi ingeriti.

–         Le banane non fanno ingrassare: dipende dalla quantità. Una banana fornisce 65 Kcal ogni 100 g, un’arancia invece ne fornisce solo 34 kcal/100g. Perciò in linea di massima si possono consumare due arance a dispetto di un’unica banana.

–         Il latte scremato non ha meno calcio di quello intero: la quantità di calcio non cambia, ciò che cambia sono le calorie e il sapore. Bere latte parzialmente scremato potrebbe rappresentare la giusta via di mezzo fra gusto e leggerezza.

–         Lo yogurt non è perfetto per la dieta: non esiste un alimento perfetto per la dieta. Lo yogurt comunque può essere consumato come snack a metà mattina o metà pomeriggio; oltre ad essere buono apporta calcio e proteine di alto valore biologico.

–         La frutta non và necessariamente consumata lontano dai pasti: la frutta può essere mangiata quando si preferisce, non è assolutamente vero che gonfia perché fermenta all’interno dell’intestino. Inoltre ci sono piatti molto buoni che mescolano la frutta ad altri alimenti, un esempio? Il petto d’oca all’arancia.

–         I carboidrati non vanno eliminati se si vuole dimagrire: più che i carboidrati, andrebbero eliminate queste filosofie di pensiero dannose per la salute; i carboidrati sono l’energia pulita che noi assumiamo. Dopo essere stati metabolizzati infatti si trasformano in acqua e anidride carbonica. Quando si evitano nella dieta, il metabolismo a un certo punto rallenta significativamente e alcune determinate calorie, come quelle provenienti dai grassi, si fermano a livello della chetosi con la possibilità di sviluppare nel tempo malattie anche gravi al cervello, al fegato e ai reni.

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