Politiche pubbliche contro l’obesità infantile

Il dilagare dell’obesità ne ha fatto un tema che non riguarda più solo la sfera privata del singolo cittadino, ma tutto l’ambito pubblico. Solo alcuni Paesi occidentali, però, stanno reagendo al problema, seguendo approcci diversi per “stile” e contenuti

USA – La campagna Let’s move, lanciata due anni fa da Michelle Obama con l’obiettivo di risolvere nell’arco di una generazione il problema dell’obesità nei bambini americani, promuove l’idea che una sana alimentazione e l’esercizio fisico costituiscano una forma di salutismo a cui ci si abitua fin da piccoli. Nell’ambito di questo progetto, la first lady organizza frequenti iniziative sociali, ambientate nella Casa Bianca e trasmesse in TV. Tra le ultime, nel mese di febbraio la signora Obama si era confrontata con Jimmy Fallon, conduttore della trasmissione della Nbc Late Night, al tiro alla fune, alla corsa coi sacchi, allo hula-hoop, senza tirarsi indietro di fronte a una serie di flessioni e vincendo tutte le sfide. Non si trattava della prima performance sportiva per lady Michelle, che alle flessioni aveva già sconfitto la conduttrice televisiva Ellen DeGeneres, e partecipato agli US Open insieme a noti atleti di professione. A marzo, invece, ha dato via alla quarta coltivazione nell’orto biologico della Casa Bianca insieme a gruppi di studenti provenienti dalle scuole elementari di Fairport, Chester, Ames, Greensboro e Washington. “I miei figli non sono grandi fan di frutta e verdura,” dice Michelle Obama “ma se mi aiutano a far crescere le piante dell’orto, ne assaggiano più volentieri i prodotti”. Let’s move supporta inoltre PALA + (Presidential Active Lifestyle Award), iniziativa che sfida a sottoporsi a un programma alimentare e sportivo di 6 settimane e prevede un premio per il miglior attuatore.

USA (Georgia) – Il movimento Strong4Life, creato dall’organizzazione no-profit Children’s Healthcare di Atlanta, ha realizzato cinque spot in bianco e nero, in cui bambini obesi dall’aria triste dicono frasi pessimistiche sul proprio stato di salute e sulle proprie condizioni di vita sociale. Gli slogan diffondono giudizi e sentenze come “I bambini grassi non possono sopravvivere ai loro genitori”, o “Ha gli occhi e il sorriso del padre, e probabilmente anche il suo diabete”. Le immagini shock e l’uso di un linguaggio ad alto impatto emotivo stanno provocando la dura reazione dell’opinione pubblica, secondo cui la campagna comporta un alto rischio di stigma e conseguenze per la salute psicologica dei bambini affetti da obesità. Gli ideatori dell’iniziativa, invece, dichiarano di non avere alcun intento pedagogico, né l’intenzione di arrecare danno ai bambini, ma di mirare alla sensibilizzazione degli adulti, responsabili dei comportamenti consumistici dei loro figli.

UK – Nel 2004 il giovane cuoco inglese Jamie Oliver promosse un programma di educazione alimentare rivolto agli studenti e agli operatori delle mense scolastiche con l’idea che solo una corretta informazione in merito al cibo conferisse il potere di scegliere bene la propria dieta e il proprio stile di vita. Lanciata la campagna nazionale Feed me better e una petizione online per avere cibo di qualità nelle scuole, nel 2005 Oliver aveva raccolto 271.677 firme. Il governo si vide obbligato a mettere a disposizione 280 milioni di sterline per migliorare lo standard dei pasti scolastici e fornire un’adeguata attrezzatura e la giusta formazione professionale agli operatori delle mense. Dalla  sua iniziativa nacquero anche una famosissima serie televisiva e un documentario. Nell’ottobre del 2011, quando il governo inglese ha annunciato che non avrebbe più favorito il programma alimentare nelle scuole, lo chef Oliver ha dato il via alla seconda parte della campagna. Il manifesto programmatico di Feed me Even better prevede i seguenti punti: il reclutamento di altro denaro attraverso un nuovo sistema di fund raising; la gestione diretta dei fondi da parte delle scuole; l’inclusione nel programma degli istituti di ogni grado; maggior sostegno alle scuole dei territori più poveri; la formazione di insegnanti specializzati su cibo e cucina; la creazione di orti biologici e aule per la pratica della cucina in ogni scuola; monitoraggio sull’impiego dei capitali stanziati; ispezioni sulla qualità del cibo consumato nelle mense. A sostegno della seconda parte della campagna, Oliver dice: “Più e più volte è stato provato durante i primi cinque anni di realizzazione del programma che un pasto scolastico sano aumenti le abilità scolastiche dei bambini, sia nell’apprendimento teorico che pratico. Questo fatto non può essere ignorato. Dobbiamo continuare a investire sui nostri bambini”.

Francia – Una proposta del medico Pierre Dukan gli è costata una denuncia per influenza negativa sugli adolescenti. Nel suo ultimo libro, Lettre ouverte au futur président de la République, pubblicato all’inizio del 2012, Dukan ha proposto al governo di inserire nel baccalaureato (maturità francese) la “prova del peso ideale”, che riconoscerebbe un voto più alto agli studenti con un indice di massa corporea nella media e capaci di non ingrassare durante gli ultimi due anni di liceo. Non è la prima volta che Dukan, uno dei più famosi nutrizionisti al mondo, padre della dieta iperproteica che ha ottenuto il massimo consenso tra celebrità del calibro di Gisele Bundchen e Jennifer Lopez, viene messo sotto accusa. L’Ordine dei medici francesi e l’Ordine dipartimentale di Parigi gli muove querela per aver violato ripetutamente il codice deontologico medico prima con una dieta “azzardo”, su cui avrebbe costruito il suo business (libri, prodotti dietetici, corsi di dimagrimento a larghissima distribuzione), ora con una proposta che non tiene conto di taluni fattori che causano l’obesità e dei disturbi alimentari. Dukan si difende dicendo: “Il mio progetto non cambierà nulla nella vita dei ragazzi magri, ma motiverà quelli in sovrappeso”.

http://www.letsmove.gov/; http://strong4life.com/; http://www.jamieoliver.com/media/jamiesmanifesto.pdf; http://www.lefigaro.fr/flash-actu/2012/01/02/97001-20120102FILWWW00347-dukan-une-epreuve-minceur-pour-le-bac.php

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