L’inquinamento favorisce l’obesità

di Elena Valli

L’allarme viene dall’Istituto Norvegese di Sanità Pubblica, dove analizzando campioni di sangue di donne in stato interessante, è stata riscontrata una forte correlazione fra la presenza di acido Perfluoroctanico “PFOA” (un inquinante utilizzato per la produzione di teflon) e la possibilità di generare figli obesi

L’acido Perfluoroctanico (PFOA) viene utilizzato per la produzione di teflon: materiale che serve a ricoprire le pentole di quella pellicola antiaderente che non fa attaccare i cibi. Per le sue caratteristiche di impermeabilità viene impiegato anche in molti tessuti di copertura esterni alle strutture, come ad esempio i teloni. Il sospetto che questo composto chimico fosse tossico era già presente da molti anni, ma mai si era creduto che potesse influire sulla silhouette.

Se si viene a contatto con l’acido durante la gravidanza, questo viene trasmesso al feto attraverso la placenta e dopo la nascita, tramite l’allattamento.

Nel 1988 – 1989, donne incinte danesi si sottoposero a prelievi di sangue atti a misurare la concentrazione di PFOA. Poiché in quegli anni la concentrazione dell’inquinante presente in Danimarca era simile a quella presente in Norvegia, l’Istituto Norvegese di Salute Pubblica ha ritenuto interessante contattare i figli di quelle donne per misurare loro indice di massa corporea e circonferenza. Fra il 2008 e il 2009, quei ragazzi ormai ventenni vennero contattati e da questo incontro si arrivò a un importante risultato.

Lo studio condotto dall’Istituto di Sanità Norvegese ha messo in luce che le figlie delle donne con un alto livello di PFOA nel sangue avevano una probabilità tre volte più alta di ammalarsi di obesità all’età di vent’anni rispetto a quelle di madri con un livello di PFOA basso; è stata anche trovata un’associazione fra la presenza di PFOA e alti livelli di leptina e insulina, che sono due ormoni che si trovano a concentrazioni elevate nei soggetti obesi; i livelli di insulina e leptina erano anche molto elevati nei figli maschi di madri con alte concentrazioni di PFOA nel sangue, ma questi erano più evidenti nelle figlie femmine; non è stato riscontrato l’aumento del rischio di obesità nei figli maschi a causa della presenza dell’inquinante.

E’ un dato di fatto che l’obesità stia aumentando, non solo in Norvegia e Danimarca, ma in tutto il mondo, ma è azzardato sostenere che questo sia dovuto solo all’inquinamento ambientale. Come sostiene Line Smastuen Haug, direttore dell’Istituto Norvegese di Sanità Pubblica: “Lo studio indica che fattori come gli inquinanti ambientali, in aggiunta alla dieta all’attività fisica, giocano un ruolo rilevante nel diffondersi dell’obesità che vediamo oggi. Ma questo deve essere confermato da studi simili.”

“Environmental pollutant linked with overweight”, Norvegian Institute of Public Health

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...